Cosa sono e come funzionano gli assegni familiari

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Oggi su EspertoDelRisparmio ci occupiamo di una questione che può aiutarvi a fare chiarezza su quelli che sono gli assegni familiari inoltrati alle famiglie che si trovano in situazioni economiche di disagio.

Emanato già nel lontano 1998, l’Assegno al Nucleo Familiare è una sorta di aiuto economico a sostegno del reddito dei nuclei familiari dei lavoratori dipendenti o dei pensionati da lavoro dipendente, che viene calcolato in base innanzitutto alla dimensione della famiglia in questione ossia ai suoi membri, alla sua tipologia – insomma, a sostegno di cosa andrebbe l’assegno – ed infine dal reddito totale prodotto al suo interno.

Prima del d.l. n. 69/1988, la normativa di riferimento era invece rappresentata dal cosiddetto Testo Unico delle norme concernenti gli assegni familiari che, per la precisione, regolamentava gli “assegni familiari” prevedendo che questi spettassero per i figli, il coniuge, i genitori e le altre persone a carico, ai capi-famiglia che prestassero lavoro retribuito alle dipendenze di altri nel territorio della Repubblica, qualunque ne sia l’età, il sesso e la nazionalità. La nuova normativa ne ha tuttavia disposto la cessazione e dunque la sostituzione – nel caso in cui ricorrano i prerequisiti richiesti – con l’Assegno per il Nucleo Familiare.

Chi ha diritto all’Assegno al Nucleo Familiare

Questa misura di aiuto economico prevede che l’assegno spetti ai lavoratori dipendenti (part-time o full-time, non ha importanza), ma anche ai titolari delle pensioni e di tutte quelle prestazioni economiche previdenziali che derivano dal lavoro dipendente, al personale statale, ai lavoratori che sono assistiti dalle assicurazioni contro la tubercolosi, ed infine ai dipendenti i degli enti pubblici ed i pensionati degli stessi. In più, oltre ai lavoratori appena elencati ne hanno diritto, sempre nel caso si abbiano i requisiti giusti per richiedere l’Assegno, anche:

  • gli ausiliari domestici;
  • i lavoratori dipendenti agricoli;
  • titolari di pensione appartenenti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, ex ENPALS e dei fondi speciali;
  • i lavoratori iscritti alla gestione separata dell’INPS;
  • i titolari di prestazioni previdenziali;
  • vari ed eventuali;

Quindi potranno richiedere l’Assegno Familiare (o gli Assegni Familiari) direttamente al proprio datore di lavoro ogni dipendente che ne abbia bisogno purché il proprio nucleo familiare sia composto da:

  • colui che richiede l’assegno;
  • il coniuge, purché non sia separato;
  • la prole, composta da figli minori di età, maggiorenni con disabilità, ma anche studenti o apprendisti di età inclusa tra i 18 ed i 21 anni che facciano però parte di una famiglia con almeno 4 figli che abbiano meno di 16 anni;
  • ciò vale anche per i minori in affidamento;
  • nuclei familiari italiani risiedenti all’estero;
  • nipoti in linea diretta con il richiedente dell’Assegno (sia esso il nonno, bisnonno ecc.);

Tuttavia, nei casi in cui il nucleo familiare sia composto da:

  • familiari che risiedono all’estero;
  • figli di genitori divorziati o separati, figli nati al di fuori del matrimonio ma che sono stati riconosciuti dall’altro genitore, oppure figli del coniuge non richiedente nati da precedenti matrimoni che sono però stati sciolti per divorzio;
  • fratelli a carico, sorelle o anche nipoti;
  • nipoti di età inferiore ai 18 anni che siano a carico del nonno o della nonna che richiede l’Assegno;
  • familiari maggiorenni disabili o in situazioni di difficoltà;

Il diritto all’Assegno al Nucleo Familiare in questo caso è da indirizzare prima all’autorizzazione da parte dall’INPS,  che può essere inoltrata ed ottenuta tramite il sito web dell’INPS stessa, attraverso Contact Center o, nel caso vi trovaste delle difficoltà nel contattarli, rivolgendovi ad un patronato.

Sono previste sanzioni circa l’Assegno Familiare?

Naturalmente quando si fa richiesta di un assegno familiare, bisogna evitare di fare dichiarazioni false o mettere in moto atti fraudolenti il cui fine è semplicemente ottenere il denaro dell’assegno, e sebbene ciò non sia punito con la reclusione in quanto non costituisce un vero e proprio reato, tali falsità vengono punite con una sanzione amministrativa piuttosto salata il cui prezzo varia tra i 413,00 euro e i 2.478,00 euro.  Se prendiamo invece in considerazione i casi nei quali il datore di lavoro omette la cessione dell’assegno al lavoratore che ne abbia fatto richiesta, vengono previste multe amministrative d’importo variabile tra i 500 euro e i 5000 euro; nel caso però tale omissione riguardi più dipendenti allora la sanzione può alzarsi fino a raggiungere i 9000€.Ma non è finita qui: nel caso di più di dieci dipendenti, la sanzione per il datore di lavoro può toccare i 15000€.

Come viene calcolato l’Assegno Familiare?

Per i lavoratori dipendenti che sono stati assunti con contratto di lavoro full time, l’assegno spetta in misura intera quando siano state svolte, in un mese di lavoro,130 ore lavorative in caso di impiegati e 104 ore lavorative per gli operai.

In caso di lavoratori assunti con contratto di lavoro part-time, allora in tal caso l’Assegno al Nucleo Familiare può comunque esser richiesto nella misura settimanale intera solo nel caso risultino lavorate nell’arco della settimana di lavoro almeno 24 ore (stavolta non facendo distinzione tra operai ed impiegati). In più questo limite può essere conseguito anche tramite l’accumulo di più rapporti di lavoro a tempo parziale. Ovemai il limite delle 24 ore di lavoro settimanali non venga invece saturato, al lavoratore verranno indirizzati tanti assegni giornalieri quanti sono i giorni di lavoro effettivamente svolti, non tenendo conto del numero di ore in ciascuna delle giornate stesse.

Qual è l’importo dell’assegno?

Passiamo adesso alla parte pratica. Come si calcola l’importo dell’assegno familiare?

Innanzitutto l’importo viene calcolato in base alla tipologia della famiglia in questione, ossia al suo numero di componenti e a quanto corrisponde il reddito complessivo ottenuto nell’anno solare che precede il periodo in cui si fa riferimento alla domanda.Per avere diritto all’assegno in sé, il reddito totale della famiglia in questione deve essere inoltre composto, per una percentuale non inferiore al 70% al lavoro dipendente o assimilato. Per riuscire a determinare l’importo effettivo della prestazione che verrà diretta alla famiglia, comunque, vengono in particolare prese in considerazione principalmente le tabelle che l’INPS mette a disposizione annualmente.

L’assegno viene poi  successivamente disposto ai lavoratori dipendenti in attività, quando occorre il pagamento della retribuzione mensile direttamente dal proprio datore di lavoro, che si preoccuperà, nello stesso mese in cuiviene emanato l’assegno, a pareggiare le cifre anticipate al lavoratore, con gli importi dovuti all’istituto.

L’Assegno familiare viene emanato nel caso il lavoratore in questione rientri nei gruppi dei:

  • lavoratori domestici;
  • lavoratori agricoli che hanno un’assunzione che prevede un contratto a tempo determinato;
  • lavoratori iscritti alla gestione separata;
  • lavoratori di aziende in fallimento o attività cessate
  • prestazioni previdenziali

In casi del genere, sarà l’INPS a preoccuparsi del pagamento della prestazione attraverso un bonifico nell’ufficio postale o attraverso un accredito sul conto corrente bancario o postale, da riportare opportunamente dal lavoratore nel momento in cui si fa richiesta della domanda.

Ferdinando Iezzo

Sono un ex studente di Economia della Federico II di Napoli, attualmente vivo a Londra e sono appassionato di Risparmio. In che senso? Da quando mi son trasferito nel Regno Unito sono stato colpito dai differenti modi che popoli lontani hanno di gestire i propri risparmi. La micro-economia di ognuno di noi si muove in modo indipendente e io cerco di scovarne i segreti. Ho creato questo sito, grazie all'aiuto di alcuni amici, per condividere le mie idee e dare consigli a chi, come me, voglia migliorare la propria situazione economica e riuscire a risparmiare nel modo più semplice possibile.