Cosa è importante sapere su assicurazione RC Auto e Moto

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La garanzia RCA (acronimo di assicurazione per Responsabilità Civile Autoveicoli) è obbligatoria in Italia, è la spesa a cui tutti i proprietari di un autoveicolo devono sottoporsi annualmente. L’assicurazione è quello che consente di guidare l’auto: senza di essa guidare un autoveicolo è contro la legge, non solo in Italia. È dall’assicurazione che dipende la copertura per qualunque avvenimento quando siamo alla guida del mezzo; dipende con quanto si verrà risarciti, in quanto tempo e soprattutto SE si verrà risarciti e chi.

I costi sono abbastanza importanti, è per questo che la caccia al risparmio sembra non finire mai. Sempre più spesso molti utenti scelgono di rivolgersi alle assicurazioni online, non solo per i prezzi inferiori ma anche perché sono di rapida e semplice consultazione. Qualora un utente avesse dei dubbi su una di queste aziende di assicurazioni online può rivolgersi ad un broker. Il broker saprà dare ottimi consigli in base alle esigenze del cliente e anche sulla Compagnia che può fare di più al caso vostro. Sarà quest’ultima poi a pagare il broker, a cui voi potere rivolgervi in maniera gratuita. Per capire quale sia l’assicurazione migliore per voi, innanzitutto bisogna verificare che la Compagnia a cui avete intenzione di rivolgervi sia operativa sul territorio italiano; bisogna poi cercare di capire se ci siano delle limitazioni sull’efficacia del contratto. Infatti molto spesso quando viene stipulata una polizza, non solo nel settore del RC auto ma anche nel più vasto settore assicurativo, bisognerebbe conoscere ogni aspetto e ogni variante del contratto che si sta firmando, ma non è sempre così. Questa mancanza di informazioni può far compiere degli errori sia in fase contrattuale sia dopo; questi errori non sono gravissimi né irrecuperabili, ma potrebbero impedire di far sfruttare a pieno alcune possibilità che potrebbero farvi risparmiare. Le limitazioni a cui ci riferivamo sopra possono essere molteplici: la limitazione alla guida a persone con meno di 26 anni, la non previsione della responsabilità civile dei trasportati, limitazione nei km annui oltre i quali l’assicurato dovrà pagare una precisa somma per ogni km in più, la guida unica che proibisce a chiunque non sia il proprietario di guidare l’auto assicurata.

Con il Decreto Legge Crescita 2.0 il governo italiano abolisce la clausola di tacito rinnovo nei contratti assicurativi. Prima con questa clausola la polizza assicurativa si rinnovava automaticamente ogni anno, se non veniva disposta la disdetta da parte dell’assicurato nei tempi stabiliti, ossia almeno 15 giorni prima della scadenza. Adesso invece con il Decreto Legge Crescita 2.0 non è necessario dare la disdetta alla propria assicurazione: alla scadenza della polizza il contratto non verrà rinnovato e l’assicurato potrà scegliere una nuova compagnia assicurativa, se lo desidera. Con questa nuova legge è oggettivamente più semplice per l’assicurato passare ad una compagnia più conveniente.

Una volta scaduta l’assicurazione, l’auto non ne risulta subito sprovvista: infatti la copertura assicurativa sarà veramente scaduta solo dopo 15 giorni dalla data di scadenza prevista. Questo escamotage previsto dalle compagnie assicurative permette anche ai ritardatari di rendersi conto della scadenza e di evitare di ricadere in sanzioni. Con l’assicurazione scaduta non solo non si può circolare, ma non si può lasciare neanche l’auto parcheggiata sul suolo pubblico, questo perché sono considerati in circolazione anche i veicoli in sosta su strade pubbliche o su aree equiparate ad esse. Nello specifico, per aree equiparate ad esse si intendono le aree di proprietà pubblica o privata, aperte alla circolazione pubblica.

Non si può parlare di assicurazione senza parlare del Bonus Malus

Il sistema Bonus Malus è un sistema di tariffazione usato principalmente per auto, ciclomotori e motocicli. Prevede la variazione del premio, in aumento o in diminuzione, con scadenza annuale, in relazione alla condotta del proprietario tramite l’assegnazione del contratto ad una categoria che migliora in assenza di sinistri e peggiora con sinistri (anche solo per concorso di colpa). Questa valutazione avviene nel cosiddetto periodo di osservazione, che nel caso di una polizza stipulata per il primo anno, parte dal giorno della decorrenza della copertura e finisce un mese prima della scadenza annuale. Se il contratto viene rinnovato con la stessa impresa, per gli anni successivi il periodo di osservazione comincia due mesi prima della decorrenza del rinnovo e termina due mesi prima della scadenza annuale. La valutazione e la conseguente evoluzione della classe di merito avviene in base ad una scala di valutazione elaborata autonomamente da ciascuna compagnia. Per garantire una certa comparabilità tra i diversi sistemi adottati dalle imprese l’ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazione Private e di Interesse Collettivo) ha stabilito delle classi di merito di conversione universale. Queste CU (Classi Universali) vanno dalla numero 1 alla numero 18: per chi effettua una prima assicurazione si parte dalla 14. Con la Legge Bersani, chi stipula una polizza assicurativa per la prima volta può utilizzare la classe di merito di uno dei suoi familiari, facente parte del suo stato di famiglia.

Per valutare la classe di merito bisogna conoscere la storia dei sinistri del veicolo che è documentata dall’attestato di rischio. Questo documento riporta i sinistri degli ultimi cinque anni, nel caso di tariffa bonus-malus, le classi di merito di provenienza e di assegnazione attribuite da ogni impresa, con riferimento al proprietario del veicolo in base a regole interne. Nel caso in cui il contratto RCA non viene rinnovato alla scadenza annuale o non viene sostituito o viene sospeso, insomma per qualunque motivo per cui l’auto non viene più usata (vendita, rottamazione, ecc), l’ultimo attestato di rischio conseguito e relativa classe di merito raggiunta ha validità per cinque anni. L’attestato di rischio e la classe di merito si riferiscono sempre al proprietario del veicolo e non alla persona che ha stipulato il contratto. Infatti nelle polizze RCA il contraente può anche essere un’altra persona rispetto all’assicurato (dal proprietario del mezzo). Se avete dei dubbi e volete dare uno sguardo alla vostra ultima revisione, potete trovare tutte le informazioni che vi servono sul sito della motorizzazione.

Cosa copre l’assicurazione

L’assicurazione copre i danni che vengono causati dal veicolo anche quando non guida il proprietario. Alcune agenzie o imprese di assicurazione possono porre dei limiti come il già citato divieto di guida a chi ha meno di 26 anni e la guida unica, riservata al solo individuo descritto nel contratto di polizza. Queste sono opzioni che vengono scelte da chi vuole risparmiare sul premio, perché è consapevole di non avere di queste esigenze. Il conducente del veicolo è obbligato a risarcire i danni prodotti a cose e persone dalla circolazione del veicolo, qualora ne venga accertata la sua responsabilità. Il proprietario del veicolo è sempre responsabile, insieme al conducente, a meno che non provi che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà. Se invece era a conoscenza della circolazione del conducente che ha poi fatto un sinistro, il proprietario è responsabile per danni alle cose, ma non è responsabile a livello penale (in questo caso sarà responsabile solo il conducente).

L’assicurazione RCA vale anche all’estero, nei Paesi aderenti ed indicati sulla Carta Verde, che è il certificato internazionale di assicurazione. In ogni polizza sono indicati tutti i Paesi nei quali è estesa automaticamente la copertura assicurativa, senza la necessità della Carta Verde. Nel caso vi venisse un dubbio potete chiedere alla vostra assicurazione prima di compiere un viaggio. Negli stati che non aderiscono alla Carta Verde, come gli Stati Uniti ad esempio, è necessario stipulare in loco una copertura assicurativa apposita.

Per capire se siete coperti dall’assicurazione RCA e le eventuali scadenze, potete consultare il sito della motorizzazione e verificare con semplici passaggi lo stato della vostra copertura assicurativa.

Quando e come chiedere il rimborso

L’art. 1896 del Codice Civile recita che «il contratto assicurativo si scioglie se il rischio cessa di esistere dopo la conclusione del contratto stesso, ma l’assicuratore ha diritto al pagamento dei premi finché la cessazione del rischio non gli sia comunicata o non venga altrimenti a sua conoscenza». Questo sta a significare che nelle polizze assicurative RC auto e moto sono presenti articoli riguardo il rimborso del premio in caso di cessazione del rischio. L’attestato di rischio conserva la validità di cinque anni quando si viene rimborsati per via della cessazione del rischio del veicolo assicurato. Viene rimborsata la parte di premio corrisposta e non usata nel caso in cui il rischio cessa per esportazione, vendita o demolizione dell’auto, a meno che il cliente non chieda il trasferimento dell’assicurazione su un’altra auto. Per fare ciò è necessario garantire la cessazione del rischio, portando la restituzione del certificato, del contrassegno e della Carta Verde (se c’è), in più bisogna consegnare i documenti che provano il motivo della cessazione del rischio: documento dell’avvenuta demolizione, vendita, o esportazione della vettura.
Le cose sono diverse nel caso della cessazione del rischio per furto o rapina. Anche in questo caso la parte di premio non usufruita viene rimborsata, ma non spetta nulla al cliente della parte relativa alla garanzia Furto che viene ovviamente trattenuta per intero. In tal caso alla compagnia dovrà essere consegnata anche una copia della denuncia.

Un excursus sulla Legge Bersani

Della Legge Bersani ci interessa particolarmente l’articolo 4bis, che consente di ereditare la classe di merito di un familiare nel caso in cui venga acquistato un nuovo veicolo. Quest’articolo prevede che in ogni caso di stipulazione di un nuovo contratto di un nuovo veicolo della stessa tipologia, acquistato dalla persona fisica che possiede già una polizza assicurativa o da un membro della sua famiglia (che fa parte del suo stato di famiglia), non può essere assegnata al contratto una classe di merito più svantaggiosa rispetto a quella stabilita dall’ultimo attestato di rischio del veicolo già assicurato. Questo decreto non pone dei vincoli di parentela, nel senso che non c’è specificato che bisogna essere per forza parenti, basta che si faccia parte dello stesso nucleo familiare così come viene certificato dallo stato di famiglia. Non è poi necessario che la polizza assicurativa venga stipulata con la stessa compagnia del parente convivente da cui si vuole ereditare la classe di merito. Il Decreto Bersani può essere applicato sulle auto nuove o usate, che debbano però essere state acquistate da poco oppure un veicolo che non sia ma stato assicurato e che non abbia mai circolato con il nuovo passaggio di proprietà. Può essere applicato solo a persone fisiche e non a persone giuridiche o ad aziende. È importante ricordare che è possibile applicare questa legge solo tra la stessa tipologia di vetture, non è possibile usare la classe di merito dell’auto del parente convivente per una moto.

Come sospendere la copertura assicurativa

Tra le condizioni di polizza, molte compagnie assicuratrici offrono la possibilità di sospendere la copertura assicurativa per un tot di tempo. La sospensione può avvenire tramite diverse modalità che sono variabili a seconda della compagnia scelta, ognuna di esse pone dei diversi limiti e delle diverse modalità di riattivazione. Per sospendere la polizza assicurativa bisogna restituire il contrassegno dell’assicurazione, il certificato e la Carta verde. La sospensione ha dei vantaggi per i conducenti che non fanno un uso continuo dell’auto durante l’anno, ma che la usano in determinati periodi (ad esempio le moto e i ciclomotori nei periodi invernali). È proprio nel caso dell’RC moto che è molto utile e indicata la possibilità di sospendere la copertura assicurativa perchè queste tipologie vengono messe da parte durante l’inverno per le avverse condizioni climatiche. La sospensione può essere attivata un numero preciso di volte, non è attivabile a proprio piacimento. Alcuni contratti assicurativi prevedono un costo aggiuntivo per permettere la sospensione: questa non è una quota fissa, ma una percentuale dell’RC moto. La sospensione presenta anche dei vincoli, come i tempi minimi di sospensione (di solito un mese) e i tempi massimi (la risoluzione del contratto). Quando sarà necessario usare di nuovo il veicolo si dovrà procedere alla riattivazione della copertura. È possibile che per la riattivazione possano essere previsti dei costi, una quota fissa oppure un conguaglio.

Conclusioni

Molto spesso si sentono lamentele sull’assicurazione auto e moto, su quanto siano care e quanto sarebbe più semplice se non fossero obbligatorie. Ma è veramente così? In realtà potrebbe succedere che se tutti quelli che hanno un’assicurazione auto o moto molto costosa smettessero di pagarla, si verrebbe a creare uno squilibrio di entrate. Questo, in un mercato libero e soprattutto, non porterebbe ad un caso delle tariffe assicurative. Si potrebbe addirittura ottenere l’effetto opposto per cui le auto assicurate viaggerebbero assieme ad altre auto non assicurate, cosa che renderebbe la gestione di un eventuale sinistro parecchio difficile. Considerando l’eventualità di un sinistro tra auto non assicurate, questo porterebbe ad un considerevole aumento di richieste di risarcimento al fondo delle vittime della strada, che attualmente viene finanziato da tutti gli assicurati con una quota fissa, che sarebbe però destinata a salire in questa situazione ipotetica.

Non esiste un modo per far diminuire i prezzi delle assicurazioni semplicemente eliminando la loro obbligatorietà, come abbiamo visto sopra questo non farebbe altro che far aumentare i disagi. Ma non bisogna disperarsi, per ottenere una riduzione delle polizze assicurative possiamo usare altri strumenti come la scatola nera, il contratto base, la convenzione carrozzieri e tanto altro.