Cosa sono le azioni, come funzionano e quando è utile comprarle

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Nell’ambito finanziario un’azione è un titolo rappresentativo di una quota della proprietà di una società per azioni.
Chi detiene una o più azioni è definito azionista, mentre l’insieme delle azioni della società è detto capitale azionario. Si può considerare l’azione a tutti gli effetti come una forma di investimento da parte del detentore sotto forma di strumento finanziario.
Il mercato azionario è il luogo (non per forza fisico) in cui vengono negoziati i titoli azionari. Questo mercato si divide in primario e secondario: nel mercato primario vengono collocate le azioni di una nuova emissione, su quello secondario invece sono negoziati dei titoli che sono già in circolazione. Dunque le imprese emittenti raccolgono nuove risorse finanziarie solo tramite il mercato primario. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Le azioni sono dei titoli rappresentanti una parte del capitale di una società. Ad esempio nel nostro paese le società che dividono il proprio capitale in azioni sono le società per azioni (Spa) e le società in accomandita per azioni (Sapa).

Gli azionisti

L’azionista è una persona o un soggetto di giuridico che possiede legalmente una o più azioni. Gli azionisti vengono considerati facente parte degli stakeholders, ossia di coloro che sono portatori di interessi nei confronti della società. Nel mercato finanziario primario gli azionisti sono coloro che aderendo ad un’IPO (Initial Public Offering) hanno fornito capitale alla società.
Nel mercato secondario gli azionisti sono coloro che hanno acquistato le azioni da altri azionisti: in questo modo, con questa tipologia di acquisto indiretta, non hanno fornito capitale direttamente alla società. Può definirsi azionista sia un individuo sia un’altra società.
In base al tipo di azioni possedute, all’azionista sono garantiti alcuni diritti:

  • il diritto di poter vendere le proprie azioni;
  • il diritto di voto e di poter partecipare all’assemblea dei soci;
  • il diritto ai dividendi, nel caso in cui siano presenti;
  • il diritto ad acquistare nuove azioni emesse dalla società;
  • il diritto alle attività rimaste dopo la liquidazione della società.

Cosa sono le azioni

Le azioni sono dei titoli rappresentativi del capitale di una società, tramite il loro acquisto si può comprare una piccola fetta di società. Facendo un esempio colui che compra 100 azioni Enel, sta diventando un piccolo padrone di quella società.
In teoria anche una piccola ditta potrebbe emettere azioni. Si può scegliere se acquistare da piccole ditte o da grandi società. A prescindere da dove siano state acquistate le azioni, una volta che sono state comprate si hanno due tipologie di diritti:

  1. Il primo diritto è di tipo amministrativo, ovvero l’azionista può partecipare alla vita della società, ad esempio può proporre candidati per gli organi di amministrazione della società;
  2. Il secondo diritto è di tipo patrimoniale: significa che se la società riesce a fare utili l’azionista ha diritto a ricevere una fetta di quegli utili, dopo la loro distribuzione. Inoltre, per le azioni quotate in Borsa, può guadagnare anche dal rialzo del prezzo.

I rischi legati alle azioni

Comprare e investire in Borsa sono delle pratiche che portano con sé una certa dose di rischi. Ma d’altronde, probabilmente chi specula in Borsa avrà fatto suo il detto “Chi non risica non rosica”. Anche l’azione non garantisce né la restituzione del capitale investito né tantomeno un rendimento minimo garantito.
Il valore dell’azione, e quindi il suo rendimento, dipendono dalle sorti della società. Più questa andrà bene, più il suo valore in Borsa aumenterà.
L’azionista può anche arrivare a perdere l’intero investimento: in caso di fallimento della società di solito gli azionisti perdono tutto quello che hanno investito.

Cosa sono le azioni in borsa

Le azioni quotate in Borsa sono come le azioni di una piccola società. La differenza è che per comprare e vendere queste ultime bisognerà trovare un accordo privato con i soci della ditta sul prezzo per l’acquisto e per la vendita.
Il prezzo delle azioni quotate in Borsa è visibile in ogni istante poiché la Borsa di Milano è aperta fino al venerdì con orari dalle 9 alle 17.
Il prezzo di un’azione riflette il valore complessivo che viene attribuito alla società che ha emesso quelle azioni. Più il valore dell’azienda è elevato, più il prezzo delle sue azioni tenderà a crescere in Borsa. È difficile definire il valore di un’azione. Ognuno ha il suo metodo: questo spiega perché in uno stesso istante c’è chi vuole vendere azioni di una certa società e chi, invece, vuole comprarle.
Spesso per definire il valore di una società si usa l’analisi fondamentale: la base viene fatta sull’analisi dei dati di bilancio della società e sulle sue prospettive future e su quelle del settore in cui opera.

L’acquisto delle azioni

L’acquisto di un’azione porta con sé determinate conseguenze:

  1. Acquistando un’azione si diventa proprietari, anche se di una porzione, della società stessa;
  2. Acquistando un’azione si entra a far parte del cosiddetto capitale sociale dell’azienda;
  3. Acquistando un’azione si acquisiscono determinati diritti amministrativi (è possibile influire sulla gestione della società) e/o economico-patrimoniali (si percepiscono dividendi).

Le azioni però sono tutte diverse: non tutte hanno gli stessi diritti amministrativi o economico finanziari.

Consigli per acquistare azioni

Non esistono metodi infallibili per guadagnare con le azioni, questa tipologia di investimento comporta sempre un certo grado di rischio, spesso anche elevato. Bisogna dunque scegliere di investire in azioni solo se si è consapevoli delle potenziali perdite e se si è disposti ad accettarle. Ricorda per essere redditizio, l’investimento in azioni può richiedere tempi anche lunghi.
Molto importanti per ottenere successo con gli investimenti in azioni è la diversificazione: non bisogna concentrare tutti gli sforzi verso un unico titolo ma è più opportuno scegliere azioni appartenenti a settori diversi e anche a Paesi diversi, in modo da ridurre i rischi complessi del vostro portafoglio.
Questo consiglio va preso con le pinze, la diversificazione dev’essere attuata senza però cadere nell’errore opposto ossia quello di arrivare a dividere e spezzettare troppo tutti gli investimenti. Le commissioni che la banca farà pagare rischiano di diventare pesanti se l’importo di un investimento è molto limitato.

Perché acquistare azioni

Il motivo per cui bisognerebbe comprare azioni sono ovviamente i guadagni: se la società procede bene i potenziali guadagni ricavabili dalle azioni sono infiniti. Alcune azioni possono vedere crescere il loro valore in Borsa anche del 100% nel giro di pochi mesi. Come azionista della società che progredisce bene si può anche guadagnare dall’incasso dei dividendi. Questi dividendi sono una fetta degli utili che la società paga ai propri azionisti, che vengono di norma pagati solo una volta all’anno. Per avere il dividendo le azioni vanno comprate qualche giorno prima del pagamento dei dividendi (per le azioni del nostro paese devi comprarle almeno 3 giorni prima).

Come si comprano le azioni

Innanzitutto è bene chiarire che le azioni possono essere comprate sia sul mercato primario che sul mercato secondario.
Il mercato primario è quel mercato dove un titolo azionario viene offerto per la prima volta. È possibile spiegare il concetto del mercato primario usando l’entrata del socialnetwork Twitter in Borsa. Durante la preparazione della quotazione del titolo, oltre a preparare tutta la documentazione necessaria, la banca d’investimento responsabile dell’offerta ha un ruolo fondamentale anche nella pratica di ricerca dei primi investitori. La banca, una volta stabilito il prezzo dell’emissione del titolo, lo offre ai suoi clienti e testa la domanda di mercato. Durante questa fase è lo stesso istituto di credito ad occuparsi dell’emissione dei titolo e a decidere chi può accedere ad essi. Molto spesso (ma non sempre) un risparmiatore, specie se piccolo, ha difficoltà ad avere accesso a questa tipologia di mercato. Questo è quanto accaduto durante l’entrata in Borsa di Twitter.
Quanto appena detto sul mercato primario non significa che il mercato sia irraggiungibile per i piccoli investitori, anche perché una volta deciso il prezzo e trovato i primi acquirenti sul mercato primario, il titolo è disponibile sul mercato secondario. Il mercato secondario è quel mercato dove i titoli sono liberi di circolare. Questo è un mercato decisamente più accessibile a tutti i tipi di risparmiatori, rispetto al mercato primario.
Escluse le differenze di mercato, che sono importanti ma non fondamentali, quello che occorre per investire in azioni è avere accesso al mercato azionario tramite un intermediario specifico. Qui di seguito troverete una serie di esempi su come potete comprare o anche vendere direttamente singole azioni sui mercati finanziari:

  • Utilizzando una piattaforma on-line. Si sono sviluppate negli anni delle piattaforme di banking on-line dove è possibile comprare e vendere azioni con un semplice click, direttamente dalla vostra casa;
  • Andando allo sportello della vostra banca di fiducia e chiedendo esecuzione del vostro investimento;
  • Facendo affidamento ad una società specializzata (ad esempio: una SIM).

Analizzando questi esempi dal punto di vista dei costi, i primi due sono sicuramente meno dispendiosi del terzo. Infatti come accade anche in altri ambiti, la formula self-service delle piattaforme on-line è sempre più conveniente dell’assistenza allo sportello.

Come acquistare le azioni italiane

In teoria, chiunque può comprare azioni italiane, a patto che siano quotate in Borsa, e aver così diritto al dividendo.
Per possedere delle azioni italiane basterà aprire un conto titoli in un istituto di credito ed essere anche consapevole di star per compiere un investimento rischioso. Dopo aver aperto un deposito titoli, se si vuole comprare un tot di azioni di Poste italiane basterà andare in banca e chiedere di poter comprare un certo numero di azioni di Poste italiane al miglior prezzo. Le azioni si possono comprare anche tramite piattaforma internet della banca di fiducia. Basterà scrivere il nome delle azioni che si desidera comprare e il loro numero: il prezzo sarà già in evidenza sulla piattaforma internet della banca.
A prescindere dalla tipologia di acquisto, in entrambi i casi l’acquisizione sarà immediata. Si potranno vendere le azioni seguendo la stessa procedura. Le azioni non sono soggette a scadenza, si potranno comprare e possedere per tutto il tempo che si vuole. Per rivenderle, sarebbe opportuno aspettare la risalita dei prezzi dell’azione così da ottenere i guadagni sperati. Sia in fase di acquisto che in fase di vendita, la banca imporrà il pagamento delle commissioni. In generale, per comprare e vendere azioni italiane, la banca ti chiederà circa lo 0,2% del valore del tuo investimento – in pratica se stai investendo 2.000 euro sulle azioni Generali, pagherai circa 4 euro alla tua banca di commissioni (le commissioni possa variare anche di molto).

Diverse tipologie di azioni

Esistono molte tipologie di azioni, alcune più richieste di altre. Eccone alcuni esempi:

  • Azioni ordinarie: queste sono le azioni per antonomasia, le più classiche tra le tipologie di azioni. In termini di distribuzione di dividendi non presentano vantaggio, neanche per quanto riguarda i poteri amministrativi oppure in sede di liquidazione;
  • Azioni di risparmio: questa tipologia di azione è invece particolare, vengono emesse esclusivamente da società quotate in mercati regolamentati, che godono di alcuni privilegi patrimoniali stabiliti dalla società emittente. In generale, nel momento in cui si comprano queste azioni, si perdono alcuni diritti relativi alla gestione della società, ma di conseguenza aumentano i diritti economico-patrimoniali. Nella pratica, perdendo la possibilità di voto nelle assemblee ordinarie o straordinarie, si guadagna per contrasto un vantaggio in termini di distribuzione del dividendo. Questo privilegio si manifesta con un minimo garantito oppure con uno scarto minimo rispetto alle azioni ordinarie;
  • Azioni privilegiate: Questa tipologia è legata alla precedente: limita i diritti amministrativi controbilanciandoli con dei privilegi in termini di diritti economico-patrimoniali. Questa categoria di azioni dà ai titolari il diritto di priorità sugli utili distribuiti e/o sul rimborso del capitale in caso di fallimento. In conclusione si tratta di un’azione ordinaria con una sorta di assicurazione;
  • Azioni a voto limitato: Questa tipologia di azione subisce una chiara limitazione nel diritto di voto nelle assemblee (diritto amministrativo) e chi le possiede non gode necessariamente di una contropartita patrimoniale.

Quali di queste tipologie si possono comprare?

Quale delle tipologie appena elencate possono essere comprate? In teoria potrete comprare ogni tipologia di azione, ma in realtà la scelta del risparmiatore è sempre limitata dall’offerta. Questo accade perché:

  • A decidere le caratteristiche della nuova emissione di azioni (e diritti annessi) è sempre la società;
  • Non tutte le società sono disponibili a cedere parte del loro capitale tramite l’emissione dei titoli azionari;
  • Da un punto di vista pratico, per investire è necessario essere al corrente delle opportunità che offre il mercato e dunque essere informati sulle società che ricercano nuovi azionisti e sulle condizioni della loro offerta.

È qui che entra in gioco il mercato azionario, la Borsa. Infatti un piccolo risparmiatore non ha nè tempo nè mezzi per cercare l’opportunità di investimento, magari bussando alla porta di tutte le società sparse per il mondo. Questo diventa però possibile usando internet.
La Borsa ha la capacità di unire da un lato la domanda (le società che necessitano di capitali) e dall’altro l’offerta (gli investitori che impiegano i propri risparmi) offrendo l’enorme vantaggio di semplificare il processo di ricerca e rendendo pubbliche informazioni che altrimenti non lo sarebbero mai state.
Nonostante la Borsa diffonda informazioni su diverse tipologie di azioni, la maggior parte dei risparmi sono investiti in azioni “ordinarie” di società quotate sui mercati finanziari.

Quanto si guadagna investendo in azioni

Il mercato azionario dà la sbagliata impressione per cui guadagnare con le azioni in Borsa si basi solo su una questione di scegliere le azioni giuste, di essere rapidi nell’investire, di restare attaccato allo schermo di un computer e di passare i giorni ossessionato per il risultato dell’investimento e curioso di sapere se hai capito come guadagnare investendo sulle azioni in borsa. La verità è un po’ diversa.
Il segreto che fa capire come guadagnare con le azioni in Borsa, comprando o vendendo titoli e azioni, è spiegato dal pensiero di un investitore noto in tutto il mondo, Benjamin Graham. Graham sosteneva che i soldi in borsa devono essere fatti non tramite l’acquisto o la vendita ma tramite la possessione dei titoli, tramite il ricevere interessi e dividendi e trarne vantaggio dall’aumento del loro valore nel lungo termine. In termini più semplici, il primo segreto da capire per poter guadagnare in borsa è scegliere gli investimenti a lungo termine, tenere nel proprio portafoglio di investimento un titolo per almeno un quinquennio. L’investimento in Borsa, tramite l’acquisto o la vendita dei titoli azionari, attira molti risparmiatori. Pochi si preoccupano anche del rischio che comporta, ma per evitare di avere brutte sorprese bisogna pensare e considerare anche eventuali complicazioni. Bisogna innanzitutto essere consapevoli di ciò che si sta facendo e quali sono i fattori che influenzano il successo o il fallimento dell’investimento. Per questo motivo molte persone preferiscono rivolgersi ad un esperto, in questo caso un consulente finanziario e lasciano a lui il compito di seguire l’andamento del mercato; altri investitori più intraprendenti e navigati optano per la scelta di investire sui CFD grazie a broker online. Bisogna sempre tenere a mente che in Borsa si guadagna e si perde e non sempre la certezza del risultato è quantificabile, per questo motivo diventa fondamentale conoscere i meccanismi del guadagno e della perdita in Borsa oltre a sapere come funziona il mercato azionario.

I diversi modi per investire

Esistono diversi modi per investire, i guadagni e anche le perdite con le azioni sono legati a due tipi di rendimenti:

  • dividendi, ossia la distribuzione degli utili societari a fine esercizio;
  • capital gain, ossia la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto delle azioni.

Il capital gain è un rendimento molto legato al prezzo, mentre il rendimento dei dividendi dipende dalla politica aziendale e dal tipo di azione che si possiede. Solo le azioni di risparmio garantiscono i dividendi, tutte le altre invece non danno garanzie. Le azioni ordinarie attribuiscono i dividendi ma solo in via residuale e sempre se non venga deciso altro.
Per tali motivi, il rendimento che è legato ai dividendi richiama l’interesse degli azionisti di risparmio orientati al lungo periodo, mentre il capital gain e la speculazione dei prezzi è la strategia di investimento ideale per il breve periodo.

O si vince o si perde

Due motivi principali che permettono di guadagnare con le azioni in Borsa oppure di perdere soldi:

  • il prezzo dell’azione, fattore dinamico che si forma di continuo sul mercato. Questo, a sua volta, è influenzato da:
    • fattori endogeni (stato di salute della società, ecc.),
    • fattori esogeni (market mover del settore, ecc.);
  • l’analisi pre-investimento, cioè il momento in cui si analizza il mercato, ci si informa e infine si sviluppa una corretta strategia di analisi tecnica e fondamentale. In alternativa, si può sempre assumere un consulente finanziario che lo faccia al posto nostro.

A prescindere dall’ambito, il guadagno c’è nel momento in cui i ricavi sono più alti dei costi. Nell’ambito della borsa, questo si traduce in una regola fondamentale su come investire in azioni in Borsa:

  • comprare le azioni se si ritiene che il valore di queste ultime sarà soggetto ad aumento nel tempo e venderle quando la differenza del prezzo di acquisto e il prezzo di vendita sarà soddisfacente per i tuoi obiettivi;
  • vendere le azioni quando si ritiene che il valore di queste ultime sarà soggetto a diminuzione nel tempo e comprarle quando il prezzo sarà sceso, guadagnando così sulla differenza dei due prezzi.

Cosa si intende per lungo periodo

Come già detto più in alto nel post, l’investimento in azioni è conveniente nel lungo periodo. Ma cosa si intende esattamente per lungo periodo? O meglio dopo quanto tempo ci si può aspettare un guadagno?
Un periodo davvero cupo e sfortunato è stato quello che ebbe inizio nel 1929, l’anno della crisi del XX sec e finito poi nel gennaio del 1949. Nella sua sfortuna fu anche positivo, anche se di pochissimo (0,10%).
Il periodo invece più florido fu il ventennio che iniziò a gennaio del 1980, prima dell’inizio del mandato di Reagan e che finì nel 2000, l’anno precedente al termine del secondo mandato di Clinton. Questo fu un grande periodo di sviluppo economico, il cui rendimento è stato calcolato al 10,3 %. Ad esempio se durante quel periodo si investivano 100 dollari per vent’anni al tasso composto reale del 10,3% annuo, il rendimento era un capitale pari a 710 dollari al netto dell’inflazione.
Anche se di norma un periodo di 10 anni sia comunemente considerato un lungo periodo, un investimento azionario di tale durata non ha sempre garantito un rendimento reale positivo: i decenni iniziati negli anni 1909-13, 1929, 1937, 1965-73, e, più di recente, 1999-2002 (terminati nella grande crisi finanziaria del 2009-2012) hanno dato rendimenti reali negativi. Quasi 20 volte su 136 (pari a 13.9% dei periodi considerati) un investimento decennale non ha dato un esito finale positivo. Il rendimento medio a 10 anni è pari al 5.7%, leggermente superiore rispetto al caso dell’investimento a 20 anni (5.0%). La volatilità del risultato finale è però pari al 5.2%, quasi il doppio dell’investimento ventennale (2.9%).
Situazione similare ma che presenta una maggiore frequenza di risultati negativi, si ha per gli investimenti della durata di un quinquennio. Una volta su cinque, un investimento della durata di 5 anni ha prodotto un rendimento reale negativo. Il rendimento medio è più elevato pari al 6.3%, ma con una volatilità dei risultati maggiore e pari al 7.5%.
Infine, se si tiene in considerazione un investimento in azioni USA della durata di un anno, ci si rende conto da subito della sua rischiosità nel breve periodo: il rendimento medio sale ancora all’8.1%, ma ciò ha un costo elevato in termini di volatilità, che cresce fino al 17%. Negli anni migliori in cui le cose vanno bene si può guadagnare oltre il 40% sul capitale investito; negli anni peggiori, tuttavia, quando i prezzi scendono vertiginosamente, si può perdere in un anno anche il 35% del capitale. Investire in azioni ad un anno è spesso paragonato all’andare su un ottovolante.
In conclusione negli ultimi 145 anni solo l’orizzonte temporale molto lungo, pari ad un ventennio, è riuscito a garantire negli USA rendimenti reali sempre positivi; orizzonti di medio-lungo termine (10-5 anni) hanno reso risultati negativi rispettivamente 1.4 e 2 volte su 10; infine, orizzonti di breve termine (1 anno) hanno regalato perdite agli investitori per circa 1 volta su 3.
I rendimenti reali di un investimento azionario di lunghissimo periodo (a 20 anni) hanno assunto sempre valori superiori ai rendimenti reali di un investimento in titoli obbligazionari governativi di pari durata. Le uniche eccezioni tra il 1871 ed il 1881, nel periodo che attraversa la prima guerra mondiale (1912-13), agli inizi della grande crisi (1929-30) e agli inizi della crisi degli anni ’70 (1970-72).
L’investimento azionario a 20 anni con un rendimento medio del 5.0% ed una volatilità del 2.9% ha nettamente dominato l’investimento in titoli governativi, che ha registrato un rendimento medio del 2.2%, quindi meno della metà delle azioni, ed una volatilità solo di poco inferiore al 2.4%. Per lunghi periodi di tempo i rendimenti reali in obbligazioni governative hanno inoltre segnato valori negativi, a causa dell’inflazione.

Le azioni e le aziende

Tramite l’emissione e il collocamento delle azioni, le società per azioni finanziano la propria attività.
L’azionista è un socio, e non un creditore, della società e quindi partecipa all’attività economica della società stessa sopportandone i rischi in caso di perdite. I rischi sono poi limitati al valore delle azioni possedute.
I diritti dell’azionista sono:

  • la percezione dei dividendi, se distribuiti dalla società;
  • la possibilità di esprimere il proprio voto nelle assemblee;
  • la possibilità di consultare determinati libri sociali;
  • la possibilità di impugnare le delibere assembleari invalide.

Differenze tra azioni e obbligazioni

La suddivisione tra azioni e obbligazioni (gli americani direbbero fra equity e debt) è una delle ripartizioni fondamentali della finanza, anche se negli ultimi anni la nascita di una serie di “strumenti ibridi” ha creato confusione sulla loro linea di confine.
Resta però invariata la distinzione fra capitale di rischio e debito. Questa distinzione resta anche fondamentale per comprendere che genere di investimento sta facendo un risparmiatore. Quando si compra un’azione di una società si diventa soci (azionisti per la precisione) dell’azienda e quindi si partecipa al capitale di rischio. La conseguenza è sottoporsi a una maggiore incertezza, in cambio di rendimenti che probabilmente saranno più elevati.
Chi invece acquista un’obbligazione (inglese bond) compra parte del debito di una società (o di uno Stato) e ne diventa soltanto creditore. In teoria dunque, a meno che non si tratti di un default (cioè il fallimento) della società o dello Stato in questione, il creditore deve riavere a una scadenza prefissata il capitale sottoscritto più gli interessi previsti dal contratto.
All’interno del Codice Civile italiano le obbligazioni sono descritte dagli articoli 2410 e quelli che seguono quest’ultimo. Nascono in questo stadio le prime differenze perché, in caso di default di una società, esistono varie gerarchie di risarcimento: la categoria degli obbligazionisti, al suo interno, viene divisa tra chi possiede un bond senior, che di norma è il primo ad essere pagato, e chi possiede un bond subordinato, che viene risarcito in subordine.
Guardiamo attentamente quali sono le caratteristiche di un’obbligazione:

  • Un valore nominale, che corrisponde al capitale che viene sottoscritto nella fase iniziale e risarcito alla scadenza (al netto degli interessi);
  • Una cedola o coupon, che corrisponde all’interesse periodico che l’emittente paga periodicamente ai propri obbligazionisti. Si chiama cedola, perché i primi bond erano fisicamente muniti di una cedola che si staccava e veniva presentata in banca per ottenere gli interessi;
  • Una scadenza (maturity) che indica la data entro la quale viene riconsegnato al bondholder il proprio capitale iniziale.
  • Un emittente, ossia la società o lo Stato che hanno emesso l’obbligazioni indebitandosi sul mercato.

Il tipo di emissione – sia sul mercato primario riservato a investitori istituzionali che sul mercato secondario rivolto al retail – è fondamentale nel mercato dei bond.
Un’obbligazione può, infatti, essere emessa:

  • Alla pari (par bond): in questo caso il valore nominale coincide con il valore di emissione. Per esempio 100 euro di un par bond richiedono un investimento di 100 euro nell’obbligazione (al netto delle commissioni);
  • Sotto la pari: in questo caso il prezzo di emissione è inferiore al valore nominale. Ad esempio un investitore compra 90 euro di bond (emissione al 90%) e riceve alla scadenza 100 euro. La differenza di 10 euro (10%) rappresenta l’interesse percepito. Sono detti anche bond zero-coupon per via della mancanza di cedole. Gli esempi italiani di bond sotto la pari sono i BOT e i CTZ;
  • Sopra la pari: il prezzo di emissione è maggiore del valore nominale.