Il bollo auto (ex tassa di circolazione)

Chi deve pagare il bollo auto? A quanto ammonta? Qui le risposte a tutte le domande che riguardano il bollo auto, come e dove pagarlo!

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Tassa automobilistica, bollo auto, insomma… in qualsiasi lo si voglia chiamare, ogni anno chiunque sia in possesso di un mezzo di trasporto come un’auto o una moto dovrà fare i conti con questa tassa. Qui nella nostra guida, però, abbiamo cercato di “smontare” nelle sue parti più elementari il bollo auto e cercheremo di farvi capire non solo cos’è, ma anche come funziona e chi lo deve pagare.

Cos’è il bollo auto?

Il bollo auto è una imposta che ogni detentore di una vettura che sia iscritta al PRA ( ossia il Pubblico registro Automobilistico) è obbligato a pagare a scadenza annuale. In passato era definita “tassa di circolazione”, poiché dal suo versamento non erano compresi i proprietari di vetture che non circolavano su strada. Successivamente, l’entrata in atto dall’articolo 7 della legge n.99 del 23 luglio 2009 ha invece decretato la disciplina secondo la quale ora vi è l’obbligo al pagamento del bollo auto in funzione del possesso dell’autovettura in questione.

Il bollo auto (precedentemente chiamata tassa automobilistica) è una tassa regionale a scadenza annuale il cui pagamento spetta a chiunque possieda un’auto o una moto con cilindrata superiore ai 125 kw. L’importo della tassa è variabile e calcolabile a seconda della potenza e della classe ambientale del veicolo che possedete (in alcuni casi infatti più che parlare di bollo auto dovremo parlare di superbollo auto), ma non solo, il bollo auto si deve calcolare anche in base alla regione nella quale risiede il proprietario. Ad ogni modo, dal 1999 non è più necessario dover tenere a vista il bollo sul parabrezza o esibirlo davanti alle forze dell’ordine (ma è comunque consigliabile di conservare la ricevuta del pagamento per almeno tre anni).

Come si paga il bollo auto?

Bisogna dire che il primo pagamento del bollo auto avviene successivamente alla prima immatricolazione della vostra vettura e va finanziato entro la fine del mese in cui il veicolo è stato comprato e registrato. Attenzione però: se l’auto o la moto sono state comprate nell’ultima parte del mese, diciamo gli ultimi dieci giorni, allora la scadenza slitta al mese successivo. Il bollo auto, dopodiché, va pagato di anno in anno e sempre nei limiti del mese successivo alla sua scadenza (ad esempio, se scade a marzo bisognerà pagarlo entro il 30 aprile e non oltre). Vediamo adesso come si paga il bollo auto e dunque come si calcola.

Bollo auto: come si calcola

Come abbiamo anticipato poco fa, non esiste un importo base universale per il pagamento del bollo auto. Sul prezzo infatti vanno ad incidere diverse variabili. Tra le più importanti si annoverano

  • Caratteristiche della vettura
  • Potenza effettiva della vettura
  • Classe di emissioni inquinanti del veicolo
  • Regione di residenza del proprietario

Che modalità di pagamento abbiamo per il bollo auto?

Esistono diverse modalità di pagamento per il nostro caro bollo auto. Per portare a termine il pagamento dell’importo infatti basta andare in un’agenzia ACI o un’agenzia qualsiasi di pratiche automobilistiche, ma anche alla posta o anche nelle tabaccherie con ricevitorie per questi pagamenti, dove potremo comunicare la targa del veicolo e sanare il pagamento. In alcune regioni questo procedimento si può fare anche telematicamente, recandosi sul sito dell’ACI attraverso il servizio BolloNET, ma in questa evenienza bisogna sapere che sono spesso previste spese extra per le commissioni. Nel caso in cui i precedenti bolli non siano stati pagati per qualsiasi motivo, è giusta regola quella di rivolgersi all’ACI o ad un’agenzia specializzata per poter sapere come muoversi.

Che succede se non pago il bollo auto?

Nel caso in cui non venga effettuato il pagamento del tributo entro il suo termine, bisogna sapere che sono previste delle sanzioni il cui importo varia a seconda del tempo trascorso dal tempo limite per il pagamento dell’imposta. Ma prima che le multe arrivino si può sempre pagare in ritardo, ma saranno previste delle more (degli aumenti, quindi): entro i 30 giorni di ritardo si paga il 2,5% dell’importo della multa sull’importo totale del bollo in aggiunta agli interessi su base quotidiana con tasso del 3%. Tra i 30 giorni e l’anno intero di ritardo gli interessi e sanzioni sono del 3%. Superato poi l’anno di ritardo, invece, la multa è del 30% con interessi calcolabili al 1,3% per semestre. Quindi, in questi casi, ciò che conviene fare è sempre accedere al ravvedimento operoso piuttosto che aspettare la sanzione della Regione. In più, è nostro dovere ricordare che anche nel caso questa non venisse pagata, vi sarà l’eventualità di ricevere una cartella esattoriale con ulteriori termini per il pagamento, i quali – se vengono sorpassati –  faranno rischiare anche il fermo amministrativo del veicolo da voi posseduto.

Chi è che non deve pagare il bollo auto?

Nonostante la novità introdotta nel 2009 della quale abbiamo parlato in precedenza e che escludeva dal pagamento della tassa di circolazione le auto che – naturalmente- non circolavano, rimane in atto l’esenzione dal pagamento del bollo auto per alcune categorie di paganti. In primo luogo dei disabili, che debbano fare riferimento ad un veicolo che abbia le caratteristiche tipiche di un mezzo per portatori di handicap e che non vada oltre la cilindrata di 2000 cc (2800 cc per i motori diesel). Rientrano in questo tipo i disabili psichici o mentali che presentano un’indennità di accompagnamento, i non vedenti ed ipovedenti ma anche i sordomuti e gli invalidi. Oltre a questi soggetti esenti dal pagamento del bollo, anche i possessori di auto d’epoca (come ad esempio veicoli di interesse storico e collezionisti di auto) non sono tenuti a pagare la tassa automobilistica.

Ferdinando Iezzo

Sono un ex studente di Economia della Federico II di Napoli, attualmente vivo a Londra e sono appassionato di Risparmio. In che senso? Da quando mi son trasferito nel Regno Unito sono stato colpito dai differenti modi che popoli lontani hanno di gestire i propri risparmi. La micro-economia di ognuno di noi si muove in modo indipendente e io cerco di scovarne i segreti. Ho creato questo sito, grazie all'aiuto di alcuni amici, per condividere le mie idee e dare consigli a chi, come me, voglia migliorare la propria situazione economica e riuscire a risparmiare nel modo più semplice possibile.