Calcolo rata mutuo

Scopri la rata ed i costi totali di un mutuo, inclusi interessi e spese extra

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Ogni mese dovrai pagare
(assumendo un tasso fisso per l'intera durata)
In totale pagherai
(includendo il prestito di , gli interessi di e le spese extra)

Come il debito viene abbattuto

Anno Debito restante
La matematica del debito

Leggendo la tabella qui sopra puoi notare come nei primi anni del mutuo il debito scenda più lentamente. Questo è dovuto al fatto che inizialmente gli interessi crescono più rapidamente (essendo il debito ancora grande), quindi ogni mese la rata va per lo più a coprire gli interessi e solo in parte il capitale dovuto. Con il passare del tempo, nonostante la rata non sia cambiata, gli interessi si riducono e il debito viene smaltito più rapidamente.

Da qui puoi forse capire quanto possa convenire fare versamenti aggiuntivi oltre la rata base dovuta. Ogni € che aggiungi ad una rata va ad abbattere direttamente il capitale del mutuo, riducendone gli interessi per tutti gli anni a venire. Con un interesse del 2% per 40 anni ad esempio, pagando 100 € extra il primo mese, si risparmieranno circa 300 € nel lungo termine, oltre ad accorciare il numero di anni che dovrai pagare la rata.

Prima di fare un versamento aggiuntivo, assicurati che il tuo accordo con la banca ti consenta di farlo senza penali.

 

Se cercavi uno strumento online in grado di aiutarti a calcolare la tua rata del mutuo senza dover perdere la testa su dati finanziari e campi di difficile comprensione, sei nel posto giusto. Il nostro calcolatore fornisce una rapida visione d’insieme dell’importo che andremo a versare mese dopo mese a saldo del nostro mutuo, inoltre è possibile vedere immediatamente quale sarà l’interesse residuo da dover restituire.

Come funziona questo calcolatore di rata mutuo

Non è difficile!

Inserisci l’importo totale del mutuo, naturalmente senza considerare l’anticipo. Dunque, se il mutuo avrà un importo complessivo di 300.000 € e tu avrai versato già 70.000 € di anticipo, dovrai inserire l’importo esatto di 230.000 €.

C’è un però. Dopo aver inserito la durata espressa in anni e il tasso d’interesse con cui intendi accendere il mutuo (fisso o variabile in percentuale di volta in volta stabilita dalla banca) dovrai far riferimento alle spese di apertura. Ma, di cosa si tratta esattamente?

Acquistare una casa non comporta soltanto le spese relative al valore dell’immobile, una discreta cifra verrà elargita alle spese necessarie affinché si possa arrivare ad acquistarla, ed ecco:

  • spese notarili
  • spese di agenzia
  • tasse
  • altre spese come certificazione energetica e simili

Tutte queste voci potrebbero esser comprese nell’importo totale che s’intenderà restituire alla banca al termine del periodo concordato, andando a non incidere immediatamente sulla liquidità di chi acquista e potendo entrar a far parte del mutuo vero e proprio. Il calcolo secondo cui questa pratica sia conveniente o meno in base agli interessi applicati negli anni, spetta a te.

Cosa bisogna sapere quando si accende un mutuo

Prima di tutto è bene tener presente cosa sia un mutuo.

I mutui sono disciplinati dall’Art. 1813 del Codice Civile.

Il mutuo rappresenta a tutti gli effetti un contratto che coinvolge due soggetti:

  1. il mutuante che eroga una somma di denaro prestabilita
  2. il mutuatario che deve restituire la somma pattuita in un tempo definito

Il mutuo può essere a titolo gratuito (in una ristrettissima percentuale di casi) e a titolo oneroso, in cui è prevista la restituzione dell’importo gravato da interessi.

Di norma, il più frequente è il mutuo immobiliare che prevede l’erogazione di importi direttamenti collegati all’acquisto di un bene immobile che non di rado viene ipotecato. L’erogatore è, di solito, un istituto di credito. Il notaio ufficializza la vendita dell’immobile e l’erogazione del mutuo quando redige due atti distinti:

  • il rogito, che prevede il trasferimento della proprietà dell’immobile
  • l’atto di mutuo fra banca e acquirente con il relativo piano di ammortamento

Il tasso

Non sono poi troppe le cose da tener ben presente quando si scelga di stipulare un mutuo per l’acquisto della casa. In primo luogo è importante aver bene a mente quale sia la differenza tra tasso fisso e tasso variabile: gli importi sono infatti strettamente legati alla durata e alla tipologia del tasso applicato. Non è assolutamente possibile stabilire quale sia il tasso migliore, diffidate da chi consigli in modo esclusivo l’uno o l’altro; le esigenze sono differenti da contraente a contraente e ciascuno può, in differenti momenti della propriva vita personale, lavorativa e creditizia, optare per un tasso fisso o uno variabile a seconda delle proprie necessità.

Basti tener presente che il mutuo a tasso variabile preveda una certa oscillazione della rata in base a dei parametri di riferimento del mercato, ciò può contribuire ad un aumento o una diminuzione della rata in rapporto all’andamento generale del mercato finanziario su scala nazionale e globale. La tipologia contrattuale che invece preveda il tasso fisso offre la consapevolezza fin da subito di quale sarà l’importo della rata per tutta la durata del mutuo.

Indipendentemente da quale sia il tasso è comunque opportuno farsi un’idea di quale sia l’importo percentuale che s’intende andare a pagare (sarebbe giusto non superare il 30-35% del reddito familiare) per non incorrere in spiacevoli conseguene in caso di difficoltà economiche insorgenti.

La durata

La durata del mutuo è il tempo concesso dalla banca affinché l’intero importo versato al venditore dell’immobile per conto dell’acquirente venga restituito, naturalmente compreso di interessi. L’interesse, per quanto stabilito in una percentuale più o meno stabile (pienamente a norma di legge), aumenta in relazione alla durata del mutuo: maggiore sarà il tempo di restituzione e maggiori saranno gli importi delle rate calcolate su tempi maggiori.

Qualora i tempi non coincidano più con le proprie necessità sarà comunque possibile estinguere il mutuo prima del tempo o eventuale chiedere una riconsiderazione della rata o un consolidamento che ne prolunghi la durata.

 

Ferdinando Iezzo

Sono un ex studente di Economia della Federico II di Napoli, attualmente vivo a Londra e sono appassionato di Risparmio. In che senso? Da quando mi son trasferito nel Regno Unito sono stato colpito dai differenti modi che popoli lontani hanno di gestire i propri risparmi. La micro-economia di ognuno di noi si muove in modo indipendente e io cerco di scovarne i segreti. Ho creato questo sito, grazie all'aiuto di alcuni amici, per condividere le mie idee e dare consigli a chi, come me, voglia migliorare la propria situazione economica e riuscire a risparmiare nel modo più semplice possibile.