Certificazione Unica, la guida completa all’ex CUD

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Oggi parleremo e forniremo ai nostri lettori tutte le informazioni utili sulla cosiddetta certificazione unica, altrimenti conosciuta come ex modello CUD, facendo particolare attenzione a tutte quelle che sono le sue parti, dandovi le giuste istruzioni ed aiutandovi nelle scadenze.

Detto ciò, la certificazione unica è un documento fiscale che tutti i sostituti d’imposta devono elaborare al fine di certificare i redditi di lavoro dipendente, autonomo, altre tipologie di reddito e provvigioni.

Dunque la certificazione, il CUD quindi, può essere compilata utilizzando il modello sintetico entro il 31 marzo di ogni anno, ed a compilarla deve essere il lavoratore dipendente o autonomo, purché percepisca tali somme. Il modello ordinario viene emesso ogni anno dall’Agenzia delle entrate solitamente entro il 7 Marzo ed è reperibile anche online.

Ma adesso vediamo più nel dettaglio di cosa tratta il CUD!

Cos’è la certificazione unica per le ritenute dei lavoratori dipendenti ed autonomi (ex CUD)?

Dunque, l’ex CUD oggi rappresenta un documento fiscale che spetta a tutti i lavoratori dipendenti ed autonomi che percepiscono un reddito. Il CU è quindi una certificazione che il proprio datore di lavoro deve fornire ai propri lavoratori dipendenti ed assimilati (quindi con altre varie tipologie di contratti di lavoro), ma spetta anche ai pensionati che ricevono il modello dal proprio ente pensionistico.

Chi deve ricevere la certificazione unica e qual è il suo scopo?

La certificazione unica (ex CUD) viene inviata al soggetto dall’ente che ha effettuato il pagamento per il lavoratore. Quindi, in parole povere, stiamo parlando del datore di lavoro nel caso dei lavoratori dipendenti, mentre come abbiamo già detto in precedenza per i lavoratori autonomi le certificazioni uniche vengono emesse telematicamente.

Per i lavoratori dipendenti il CUD è di fondamentale importanza, perché serve a testimoniare il regolare versamento delle ritenute previdenziali e fiscali da parte del proprio datore di lavoro. L’ex CUD assume particolare importanza anche perché i relativi dati sono di vitale importanza per la compilazione del modello 730.

Quali sono le scadenze del CU?

Per quest’anno, il termine di scadenza per la presentazione del CU dipendenti il termine obbligatorio è del 7 Marzo. Perché? Beh, sostanzialmente perché i dati contenuti nel CU devono confluire nel modello 730 precompilato entro i termini previsti da suddetta normativa fiscale.

L’invio telematico previsto per il CU autonomi il termine di scadenza del 7 Marzo non è considerato obbligatorio, a meno che poi queste certificazioni non confluiscano nel modello 730 previsti per il 2018 precompilato. Dunque, per le certificazioni uniche autonomi 2018, l’invio telematico senza sanzioni aggiunte è previsto per la data di scadenza del modello 770/2018 non oltre il 31 ottobre.

Questa sorta di anomalia legislativa però non è da considerarsi come una proroga vera e propria del termine di scadenza per la presentazione del CU quanto piuttosto un termine di tolleranza durante il quale l’Agenzia delle Entrate non applica le sanzioni previste per i dipendenti autonomi. Dunque ciò non è da considerarsi come regola prevista per ogni anno.

Che succede se il nostro datore di lavoro non emette la certificazione unica al lavoratore?

Dopo aver analizzato le scadenze per la presentazione del CUD, bisogna sottolineare che la certificazione unica può essere inviata al lavoratore in due principali forme:
  1. In forma cartacea;
  2. via e-mail (l’invio tramite mail deve essere effettuato solo se il datore di lavoro ha la certezza che il proprio lavoratore possa effettivamente ricevere quella mail e sia in grado di stampare il certificato).

Dunque la certificazione ex CUD si compone di due parti, che prevedono

  1. La prima parte avrà tutti i dati anagrafici del lavoratore che ha percepito il reddito e la firma da parte del datore di lavoro che ne attesta la veridicità;
  2. la seconda parte prevederà ttti i dati fiscali caratteristici della certificazione unica, ossia i redditi erogati e le detrazioni effettuate che vengono opportunamente distinte per motivazione e tipologia.

I lavoratori quindi, autonomi e dipendenti devono conservare la certificazione unica ex CUD in previsione della compilazione successiva della dichiarazione dei redditi.

Ovemai il contribuente si accorga che i dati riportati nella certificazione ex CUD non dovessero essere corretti deve informare immediatamente il datore di lavoro oppure l’ente che ha emesso il documento, per poter così comunicare l’errore e la relativa correzione all’Agenzia delle Entrate. La stessa modalità vale anche se il datore di lavoro ha mancato di consegnare la certificazione nei tempi giusti e nelle modalità previste e sarà compito dell’Agenzia sanzionare tali mancanze.

Quali sono le sanzioni previste per il datore di lavoro o l’azienda che emette la certificazione?

Come avevamo detto, la certificazione unica exCUD prevede delle sanzioni installate dal nuovo sistema sanzionatorio di cui si fa riferimento con la Legge di Stabilità del 2016 tramite il Decreto Legislativo 158/2015 e 151/2015 altrimenti conosciuto come decreto semplificazioni.

Vediamo dunque adesso quali sono le sanzioni previste per tutte le mancanze che riguardano l’ex CUD:

  • Se la certificazione unica errata viene trasmessa entro la scadenza, ma poi viene corretta entro i 5 giorni successivi all’invio, non è prevista alcuna sanzione.
  • Al contrario, se sono previsti errori nella certificazione ma questi vengono trasmessi oltre i 5 giorni ma entro i 60 giorni dalla data di scadenza, allora la sanzione prevista sarà di 33,33€ per singola certificazione, ma con un limite annuale di 20.000€.
  • Se la certificazione unica viene omessa, è tardiva o errata la sanzione prevista è di 100€ per certificazione, con limite annuale e sostituto d’imposta di 50.000€.

Ecco qui! Speriamo che con questa guida le vostre domande e tutti i vostri dubbi siano stati risolti! E che dire… buona compilazione a tutti!

Ferdinando Iezzo

Sono un ex studente di Economia della Federico II di Napoli, attualmente vivo a Londra e sono appassionato di Risparmio. In che senso? Da quando mi son trasferito nel Regno Unito sono stato colpito dai differenti modi che popoli lontani hanno di gestire i propri risparmi. La micro-economia di ognuno di noi si muove in modo indipendente e io cerco di scovarne i segreti. Ho creato questo sito, grazie all'aiuto di alcuni amici, per condividere le mie idee e dare consigli a chi, come me, voglia migliorare la propria situazione economica e riuscire a risparmiare nel modo più semplice possibile.