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Ancora Dieselgate, nuove problematiche e quali sono i cambiamenti

tubo di scappamento smog

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Sembra che lo scandalo Dieselgate non riesca a finire: dopo oltre un anno e mezzo dallo scandalo più grande nella storia del settore automotive, continuano i problemi per la Volkswagen. Era il settembre del 2015 quando si scoprì l’escamotage che aveva usato la Volkswagen per modificare i dati sulle emissioni delle loro auto. Questo trucchetto è stato scoperto dal ricercatore dell’Università della California Kirill Levchenko; altro non è che un codice numerico in grado di gestire il funzionamento del propulsore e dei sistemi ausiliari come la valvola Egr (che regola il riciclo dei gas di scarico), con una specifica logica in grado di verificare le diverse convinzioni e di confrontare le variabili con valori che possono essere definiti dal cliente.
Negli Stati Uniti, come rilevato dalla Environmental Protection Agency (EPA), Volkswagen ha abusivamente utilizzato nelle sue auto un software installato appositamente nella centralina del motore per di ottenere, nei test di omologazione, dati sulle emissioni in linea con i parametri richiesti per i veicoli diesel: il risultato è che nella normale guida su strada invece le emissioni reali possono superare fino a 40 volte quelli dichiarati. In un secondo momento, Volkswagen ha ammesso che questo trucco è stato usato anche per i modelli venduti in Europa e in Italia, scatenando una serie di reazioni e di controlli anche nel nostro paese.

Non sono Volkswagen, anche FCA coinvolta nello scandalo

Il dieselgate coinvolge anche il gruppo FCA, con delle dovute differenze rispetto al gruppo Volkswagen. Queste differenze sono state notate da John German, responsabile dell’International council on clean trasportation: dai vari test, che gli hanno poi permesso di scoprire il dieselgate, ha notato come il software tedesco facesse spegnere ad un certo punto il ciclo di omologazione (quando le auto erano sui rulli), mentre questo non accade per i modelli FCA, che effettuano un controllo sulle emissioni durante un determinato intervallo di tempo. Stando a queste informazioni, date peraltro da un uomo che sta combattendo con tutte le sue forze per ottenere la verità sullo scandalo Dieselgate, sembra che il gruppo FCA non sia direttamente coinvolto o che almeno, sia meno colpevole rispetto alla Volkswagen.
Questo d’altronde è anche quello che ha sempre sostenuto Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo FCA, che ha spesso rilasciato dichiarazioni sulla loro totale trasparenza, nelle emissioni e negli affari in generale.

Le domande da porsi

Se il vostro veicolo ha un motore 2.0 Tdi EA 189 dal 2009 in poi e, probabilmente, anche quelle con motore 1.6 Tdi, sarebbero le auto a rischio, quei modelli su cui sono state modificate le emissioni e che quindi devono necessariamente essere controllate. I modelli interessati dovrebbero essere in tutto 20:

  • Del brand Audi: A1, A3, A4, A5, A6, TT, Q3 e Q5;
  • Del brand Seat: Leon, Altea e Alhambra;
  • Del brand Volkswagen Golf, Maggiolino, Passat, Sharan, Tiguan e Touran;
  • Del brand Skoda: Yeti, Octavia e Superb;
  • Per la tipologia dei veicoli commerciali, sono forse coinvolti il Caddy e il Multivan della Volkswagen.

Non si corre alcun rischio guidando una di queste auto con il motore con la centralina modificata sono perfettamente legali, chi le guida non può incorrere in sanzioni di alcun genere e non corre neanche il rischio di non passare la revisione. Per quanto questo sembri paradossale, è così. Sarà il gruppo Volkswagen (o gli altri, a seconda di quale brand sia della vostra auto) a contattare personalmente tutti i clienti che possiedono un veicolo con il motore dalla centralina modificata e tutte le spese per adeguare queste auto alle normative vigenti saranno a carico del gruppo.
Se il vostro primo pensiero quando avete scoperto che anche la vostra auto è “infetta” è stato volerla vendere, il consiglio che ci sentiamo di darvi è: pazientate!
Questo per una serie di motivi: il primo è che non potete ancora sapere come si risolverà la situazione ed è dunque meglio aspettare il comunicato ufficiale del gruppo Volkswagen; il secondo motivo è di natura economica, visto che ormai è scoppiata la bomba gli acquirenti, ben consapevoli del difetto della vostra auto, saranno dei veri e propri squali nel trattare il prezzo.
E se invece il vostro primo pensiero è stato comprare un’auto con un motore dalla centralina modificata?
Anche in questo caso, il nostro consiglio è di pazientare: certo è vero che queste auto subiranno un grande deprezzamento nel corso del tempo, ma è anche vero che ancora non si sa che direzione prenderà la vicenda e quale sarà il destino di queste auto. Potrebbe tanto essere un grande acquisto, quanto un fallimento di elevate dimensioni. Dovete poi anche considerare che una volta chiarito tutto e sistemate le varie problematiche, le auto di questi brand saranno comunque soggette ad un forte deprezzamento perché la domanda calerà.

Cosa sta facendo la Volkswagen?

Di tutti i brand, è indubbiamente quello che sta pagando il prezzo maggiore, non solo a livello economico.
Le sue azioni per uscire dallo scandalo e dalla crisi sono state diverse: la Volkswagen Italiana ha sospeso sia la vendita che l’immatricolazione di tutti i veicoli con il motore diesel Euro 5, informando i concessionari Audi, Seat e Skoda di questa sospensione e invitandoli a fare lo stesso. Ora che è stato introdotto l’Euro 6 (escluso dallo scandalo) è impossibile acquistare un nuovo veicolo con motore Euro 5.
Dal punto di vista economico invece, è una continua perdita: dopo i 14,7 miliardi di dollari (risultato ottenuto dalla somma tra risarcimenti, richiami e buy-back) dello scorso giugno, a dicembre il gruppo Volkswagen ha trovato un accordo negli Stati Uniti per gli 83mila 3.0 V6 TDI su Touareg, Porsche Cayenne e diverse Audi, sono previsti indennizzi, richiami e buy-back per altri 1,2 miliardi. L’ultima multa è di gennaio di quest’anno, sempre in America, da parte del dipartimento di Giustizia, che chiede 4,3 miliardi per chiudere le pendenze del dieselgate.
Sarà questa l’ultima multa che la Volkswagen sarà costretta a pagare?
Non ci resta che aspettare per saperlo. Quello che è indubbio è che anche se lo scandalo del dieselgate verrà archiviato, la macchia nera sul gruppo Volkswagen resterà per sempre e sarà un fardello molto grande con cui convivere.

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Ferdinando Iezzo

Sono un ex studente di Economia della Federico II di Napoli, attualmente vivo a Londra e sono appassionato di Risparmio. In che senso? Da quando mi son trasferito nel Regno Unito sono stato colpito dai differenti modi che popoli lontani hanno di gestire i propri risparmi. La micro-economia di ognuno di noi si muove in modo indipendente e io cerco di scovarne i segreti. Ho creato questo sito, grazie all'aiuto di alcuni amici, per condividere le mie idee e dare consigli a chi, come me, voglia migliorare la propria situazione economica e riuscire a risparmiare nel modo più semplice possibile.