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IMU: in cosa consiste, come si calcola e quanto si paga

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Che cos’è l’IMU? Che differenza c’è tra IMU e TASI? Come viene calcolata?

Che cos’è l’IMU?

Innanzitutto, IMU è l’acronimo di Imposta Municipale Unica. Pertanto si tratta di un’imposta creata nel 2011 ed introdotta sperimentalmente nel 2012 in sostituzione dell’ICI, l’Imposta Comunale sugli Immobili, ed è finita per assorbire anche parte dell’IRPEF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche nonché tutte le varie addizionali per i redditi fondiari su beni non locati. Dal 2015 è un’imposta a regime.
Dunque l’imu è un’imposta di tipo patrimoniale applicata sulla componente immobile di suddetto partimonio. Nel 2017, lo scorso anno dunque, per dover pagare l’IMU si deve necessariamente essere possessori di un immobile, e nel trattamento di questa imposta distinguiamo soggetti attivi e soggetti passivi.

  • soggetto attivo: il Comune che ha il dovere di accertarsi di quella che è la riscossione del tributo.
  • soggetto passivo: il proprietario( dunque il titolare del diritto reale di usufrutto dell’immobile ce sia esso un’abitazione, un fabbricato o una qualsivoglia altra superficie), il locatario del bene immobile ed il concessionario.

Come si calcola l’IMU nel 2018?

L’IMU è calcolata in base valore dell’immobile posseduto. Nel caso in cui si possiedano fabbricati, ad ogni modo, bisogna distinguere fra:

  • fabbricati iscritti in catasto;
  • fabbricati non iscritti in catasto;
  • fabbricati storici ed artistici.

Per poter calcolare l’importo dell’IMU bisogna moltiplicare la rendita catastale (ovvero il reddito dei fabbricati o il reddito dominicale nel caso fossimo possessori di terreni) con rivalutazioni del 5% e del 25%. L’importo ottenuto deve poi essere moltiplicato in base a dei coefficienti imposti in funzione di quella che è la categoria catastale, ossia:

  • 160 – per i fabbricati nel gruppo catastale A, ad eccezione della sezione A/10 e le altre categorie catastali quali C/2-6-7.
  • 135 – per i terreni agricoli.
  • 140 – questo coefficiente va applicato per i fabbricati con classificazione nel gruppo catastale B e le altre categorie catastali quali C/3-4-5.
  • 80 – questo coefficiente vale per i fabbricati classificati nelle categorie A/10 e D/5.
  • 65 – questo coefficiente vale per i fabbricati inseriti nel gruppo catastale D. Viene fatta eccezione per le categorie D/5.
  • 55 – questo coefficiente vale per i fabbricati con classificazione di categoria catastale C/1.

Dopo questa operazione viene quindi calcolato un importo al quale verranno applicate poi le aliquote dal singolo Comune.
L’aliquota ordinaria stabilita per le proprietà immobiliari diverse dall’abitazione principale è dello 0,76%. I Comuni però possono decidere se diminuirla o aumentarla in base a dei paramentri che arrivano sino allo 0,3%, partendo quindi da un minimo di 0,46 per cento per giungere a un massimo di 1,06 per cento.

Che differenza c’è tra IMU e TASI?

Imu e Tasi sono state abolite per l’immobile di residenza, ma dal 2017 vanno pagate per la seconda casa, nel caso se ne possedesse una. Ma che differenza intercorre tra IMU e TASI?
Innanzitutto c’è da dire che la TASI è la Tassa sui Servizi Indivisibili, e si tratta di una imposta comunale introdotta ed istituita dalla legge di stabilità del 2014. La TASI riguarda i servizi rivolti alla collettività come ad esempio la manutenzione dell’arredo urbano, l’illuminazione o la semplice manutenzione stradale.
La novità che sta in questa imposta è nel fatto che il soggetto passivo è non solo il proprietario dei fabbricati da lui posseduti dove vi sono comprese la residenza principale, le aree edificabili e via discorrendo ma anche l’eventuale affittuario che occupa queste case. La legge che impone la TASi stabilisce infatti che nel caso in cui l’immobile sia occupato da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale su quel bene immobile, allora in tal caso egli e l’affittuario sono entrambi titolari di questa obbligazione tributaria.
Naturalmente, in questi casi, l’occupante verserà solo una parte compresa tra il 10% ed il 30% dell’imposta secondo quanto verrà stabilito dal comune di residenza per il regolamento della Tasi.

Il proprietario deve pagare solo l’IMU o bisogna pagare anche la TASI?

Innanzitutto ci tocca precisare che l’IMU non è stata sostituita dalla TASI. Infatti l’IMU è stata abolita, ma solo per le abitazioni principali ad eccezione di quelle abitazioni che vengono considerate di lusso (che appartengono dunque alle categorie A/1, A/8 e A/9).
Quindi ad oggi l’IMU deve essere pagata da tutti coloro che possiedono immobili fatta eccezione per la prima casa meno che non si tratti di una residenza di lusso, inserita in categorie catastali particolari e qui sopra elencate. In più, oggi l’IMU non viene pagata nemmeno sulle pertinenze delle abitazioni di residenza e nemmeno sulle proprietà immobiliari delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, in particolar modo se queste dovessero essere destinate all’affitto di studenti universitari la cui residenza è stata affidata.

Chi viene esentato dal pagamento dell’IMU?

Le esenzioni dal pagamento dell’IMU sono sempre le stesse dal 2013 in relazione agli immobili in equiparazione all’abitazione principale e si tratta di immobili quali:

  • la casa coniugale assegnata al coniuge separato/divorziato
  • unità immobiliari che appartengono alle cooperative edilizie a proprietà indivisa che vengono ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
  • nel caso di unico immobile iscritto nel catasto come unico bene immobile posseduto e che non viene concesso in locazione dal personale di servizio permanente che appartiene a forze armate, forze di polizia o simili;
  • gli alloggi sociali vengono esentati dal pagamento dell’IMU;
  • i terreni agricoli;
  • fabbricati rurali strumentali.

 
 

Ferdinando Iezzo

Sono un ex studente di Economia della Federico II di Napoli, attualmente vivo a Londra e sono appassionato di Risparmio. In che senso? Da quando mi son trasferito nel Regno Unito sono stato colpito dai differenti modi che popoli lontani hanno di gestire i propri risparmi. La micro-economia di ognuno di noi si muove in modo indipendente e io cerco di scovarne i segreti. Ho creato questo sito, grazie all'aiuto di alcuni amici, per condividere le mie idee e dare consigli a chi, come me, voglia migliorare la propria situazione economica e riuscire a risparmiare nel modo più semplice possibile.