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IRES: cos’è, chi riguarda e come si paga

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Le società, in Italia, devono versare l’IRES – acronimo di Imposta sul Reddito delle Società – ossia l’imposta proporzionale che lo scorso anno, nel 2017 dunque, è scesa dal 27.5% al 24%. Ma, nel dettaglio, che cos’è l’IRES?

IRES: cos’è, a chi spetta e come viene calcolata

L’IRES, come abbiamo anticipato, è un’imposta proporzionale (oltre che personale) che presenta un’aliquota ad oggi pari al 24%. L’oggetto di tale imposta è la rendita percepita dalle società di capitali, società di mutua assicurazione e società cooperative dello Stato italiano.
L’IRES viene applicata in maniera diretta al reddito d’impresa e deve seguire determinate regole in caso di consolidato fiscale o tassazione per trasparenza.
Prima dell’IRES, in Italia, avevamo l’IRPEG, l’Imposta sul Reddito delle Persone Giuridiche che si trattava anni fa di un’imposta proporzionale disciplinata dal testo unico delle imposte sui redditi e che nel 2004 è stata sostituita con l’odierna IRES, entrata in vigore il 1° Gennaio del 2004 in seguito al decreto di legge 244/2003 al fine di poter modernizzare il regime fiscale dei capitali delle imprese riferendosi ai modelli di leggi prevalenti nei paesi dell’UE.
Anche gli enti pubblici e privati sono tenuti a pagare l’IRES, oltre ai trust risiedenti nei confini di Stato e gli enti e le società più o meno dotati di personalità giuridica che non risiedono nei confini italiani.

Chi paga l’IRES quindi, nel dettaglio?

I soggetti passivi dell’IRES sono le società di capitali, le società di mutua assicurazione, enti privati ed enti pubblici compresi i trust che svolgono attività commerciali ma anche quelli che non le svolgono ed altri enti non residenti su suolo italiano senza personalità giuridica.
Per il pagamento dell’IRES vengono ritenuti residenti nel territorio italiano quelle aziende e quegli enti quali:

  • aziende che presentano per la maggior parte dell’anno fiscale la loro sede legale o la loro sede amministrativa qui nello Stato italiano;
  • i trust, quelli il cui paese di residenza rientra nella “black list” ma che presenta un buon scambio di comunicazione delle informazioni e quelli che non rientrano nella suddetta “black list”;
  • società di investimento collettivo del risparmio che vengono fondate in Italia;

Vi sono poi inoltre dei soggetti agevolati che sono comunque sottoposti al pagamento dell’IRES quali gli enti ecclesiastici e gli ospedali ma anche le cooperative, le associazioni di mutuo soccorso ed enti pubblici dedicati alla beneficenza, accoglienza ed assistenza.
Qual è la base imponibile dell’IRES è data dal reddito di impresa. Questo reddito viene determinato in base a quelli che sono i ricavi dell’impresa annuali ai quali vengono però sottratte alcune spese come i costi variabili sostenuti dall’impresa in corso dell’esercizio o per le prestazioni da lavoro dipendente. Comunque, nel caso in cui l’azienda sia in perdita ed il reddito d’impresa sia negativo è consentito portare questa voce in deduzione dai redditi negli esercizi successivi.
La base imponibile sulla quale calcolare l’IRES per tutte le società e le imprese che hanno optato per il regime fiscale di agevolazione ex L. 398/1991 riguarda:

  • le plusvalenze patrimoniali
  • i redditi fondiari
  • i redditi di capitali
  • il 3% dell’importo complessivo dei proventi dell’attività commerciale al netto dell’IVA.

Come si calcola l’IRES?

L’IRES non è di facile calcolo in quanto non tutti i costi delle aziende sono sempre interamente deducibili, difatti c’è da sostenere a questo riguardo che l’IRES non è una semplice sottrazione del totale dei costi sostenuti in base ai ricavi.
Certo, esistono aziende in cui i costi sono interamente deducibili e spesso di queste imprese se ne riesce a dedurre anche oltre il 100%. Ma facciamo un po’ di chiarezza: quali sono, ad esempio, i costi deducibili e quali quelli che invece non lo sono?

  • I costi che vengono legati alle autovetture sono deducibili, ma solo per il 20%;
  • le multe intestate alle società fanno parte di quelle quote non deducibili;
  • i compensi degli amministratori non ancora pagati ma che vengono indicati in bilancio, anche qui, non sono deducibili.

In realtà però l’elenco della deducibilità dei costi è molto lungo e soprattutto non è costante del tempo ma varia annualmente, seguendo aggiornamenti che vanno in base alla normativa fiscale adottata. Una volta stabilito, comunque, il reddito imponibile sulla base dei parametri di deducibilità dei costi delle aziende va poi applicata l’aliquota proporzionale dell’IRES per poter procedere al pagamento.
Come abbiamo già anticipato, l’aliquota dal 2017 è scesa del 3.5% arrivando al 24% dal precedente 27,5%, come stabilito dalla Legge di Bilancio del 2017. Che cosa vuol dire tutto questo?
Che se ad esempio una azienda ha fatturato 200.000€, nel 2016 di IRES doveva pagare 55.000€, mentre dal 2017 invece paga “solo” 48.000€. Sembra un calcolo semplice, ma in realtà non lo è.

Quali sono le modalità di pagamento dell’IRES?

Come si paga l’IRES? Sostanzialmente, il pagamento può essere contribuito tramite 2 soluzioni:

  • L’importo da pagare deve essere necessariamente versato entro il giorno 16 di sei mesi dopo la chiusura dell’anno che precede (quindi giugno, generalmente);
  • l’acconto equivalente all’importo versato per l’IRPEF.

In più, in questo caso, si può decidere di fare due versamenti in modo tale da suddividere il carico da contribuire: il 1° pagamento del 40% entro il 16 giugno ed il rimanente 60% entro il 30 novembre. L’IRES viene pagato attraverso il modello F24, che indica l’ammontare citato nella dichiarazione dei redditi.
Un consiglio in più che possiamo darvi è inoltre quello di rimanere sincronizzati con l’Agenzia delle Entrate, che può disporre rinvii o cambiamenti di anno in anno. Per questo motivo, è sempre meglio rimanere aggiornati per non farsi cogliere impreparati.

Quali sono gli interessi passivi deducibili?

Nell’IRES ci sono valori che possono essere sottratti. Si tratta in genere di quei calori legati alla locazione finanziare ed altre obbligazioni ma, ad esempio, non possono essere sottratti i valori di natura commerciale. In più, tutti gli interessi passivi deducibili non posso superare il 30% del ROL (il Reddito Operativo Lordo).

Superammontamenti ed iperammontamenti

Nel pagamento dell’IRES esistono casi in cui è possibile dedurre importi anche maggiori a quelli dei costi sostenuti. In questo caso, infatti, parliamo di superammontamenti iperammontamenti.
I superammontamenti sono provvedimenti sporadici che consentono alle aziende una deduzione del 130% del costo per i beni strumentali e materiali delle attività svolte, e fino al 2017 potevano arrivare fino al 140% della spesa.
Parliamo quindi di incentivi agli investimenti con enormi impatti economici.

L’iperammontamento, invece, consiste in una maggiorazione del 150% della detraibilità dell’importo speso per la spesa di beni strumentali nuovi ed una maggiorazione del 40% per beni immateriali. Il Governo ha ideato l’iperammontamento per poter così incentivare le aziende nell’investimento nelle nuove tecnologie.

Ferdinando Iezzo

Sono un ex studente di Economia della Federico II di Napoli, attualmente vivo a Londra e sono appassionato di Risparmio. In che senso? Da quando mi son trasferito nel Regno Unito sono stato colpito dai differenti modi che popoli lontani hanno di gestire i propri risparmi. La micro-economia di ognuno di noi si muove in modo indipendente e io cerco di scovarne i segreti. Ho creato questo sito, grazie all'aiuto di alcuni amici, per condividere le mie idee e dare consigli a chi, come me, voglia migliorare la propria situazione economica e riuscire a risparmiare nel modo più semplice possibile.