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Cosa è la nota di credito

Una nota di credito è un documento che riguarda le società e che serve per correggere parzialmente o totalmente gli importi che sono stati fatturati ad un cliente. Si tratta dunque di un documento di fondamentale importanza perché evita di far incorrere le aziende attraverso numerosi travagli legali che potrebbero far perdere ingenti somme di denaro (e di credibilità per le aziende stesse).

La nota di credito è di fondamentale rilevanza dunque per i conti al bilancio, dal momento che nel caso sia stata già emessa e registrata la fattura di vendita precedente, l'azienda non potrà limitarsi solo a restituire le somme in disavanzo al cliente non mettendo nulla per iscritto, poiché nell'azienda deve essere presente nel settore della contabilità un documento che attesti il quantitativo di merce venduta. In questo modo, prima di mettere in atto lo storno della merce fatturata, la società fornitrice dovrà imperativamente emettere prima la nota di credito.

Ma adesso vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

##A che serve la nota di credito

Con l'emissione di questo documento, il prestatore (detto anche cedente) si arrogherà il diritto di portare in detrazione l'imposta che gli corrisponde e in questo modo potrà evitare di pagare le tasse, mancando un effettivo guadagno per pagarle e registrando la nota di variazione nel registro degli acquisti, oppure tramite una annotazione in rettifica apposita, segnalata con un segno negativo, nel registro nel quale è stata segnata l'operazione di origine.

In quali casi dobbiamo emettere una nota di credito?
Una nota di credito può essere emessa in questi casi che qui di seguito elencheremo:

  • pagamenti delle fatture mancanti, sia per cause di procedure concorsuali e sia per cause di procedure esecutive individuali dall'esito infruttuoso,
  • dichiarazioni di nullità, rescissione di un'operazione commerciale, annullamenti, revoche, risoluzioni, ecc.
  • correzione di errori contenuti nella fattura,
  • applicazioni di abbuoni o sconti previsti contrattualmente,
  • risoluzioni contrattuali, in relazione a contratti a esecuzione periodica o continuata, conseguenti ad inadempimenti di una delle due parti, vediamo ad esempio il mancato pagamento del corrispettivo da parte del cessionario o committente.

C'è un limite di emissione per la nota di credito?

La regolamentazione circa le scadenze per presentare una nota di credito sono varie, e variano in base al tipo di fattispecie che viene presa in considerazione nell'emissione di questa documentazione.

La regola generale che vale un po' per ogni caso è che la nota di credito debba essere emessa, nel peggiore dei casi, entro la data di presentazione della dichiarazione IVA in base all'anno in cui si è verificato il caso per il quale si è dovuto operare con la variazione in diminuzione.

Sono previste delle eccezioni?

Nel momento in cui il caso degli eventi indicato dal legislatore venga a verificarsi in dipendenza di un sopravvenuto accordo fra le parti, o in caso di correzioni per inesattezze delineate nella fatturazione (sia errori di calcolo che materiali), allora in qual caso bisognerà emettere la nota di credito entro il termine di un anno dal momento in cui si effettua l'operazione di origine, pena la decadenza del poter emettere tale documento, assumendosene tutte le responsabilità.

Fanno parte di questo ambiente anche l'applicazione di eventuali sconti non applicati in precedenza, nel caso in cui la riduzione del corrispettivo sia frutto di un accordo sopraggiunto tra le parti.

Cosa c'è quindi in una nota di credito

La nota di credito ha una documentazione che è praticamente la medesima della fattura. Differisce con essa nel fatto che ha la dicitura che recita “nota di credito”, o simile, oltre che l'indicazione della somma di variazione dell'imponibile e della relativa imposta (totale se l'importo ancora non sia stato incassato, e parziale se l'importo è cambiato a causa dell'applicazione di sconti), ed infine gli estremi della rettifica.

Se, per esempio, la nota di credito è sopraggiunta a seguito di una risoluzione contrattuale, allora bisognerà inserire questa motivazione, al fine di poter specificare nella maniera più efficiente possibile le ragioni contabili di tale emissione.

Come abbiamo accennato prima, la nota di credito è consentita solo in presenza di abbuoni o sconti previsti da vari contratti; però, se le condizioni di contratto che giustificano lo sconto si verificano solo dopo all'emissione della fattura, la nota dovrà essere mandata entro il termine tassativo di un anno dall'operazione effettuata. Vediamo in questo range casi come:

In questa casistica rientrano:

  • gli sconti concessi in maniera diretta dal produttore al consumatore,
  • le diminuzioni di corrispettivi dovute a consuetudini commerciali,
  • gli sconti stabiliti verbalmente, anche conseguentemente alla stipula del contratto di origine.

La nota di credito nella procedura fallimentare

Si può fare riferimento ad una una nota di credito anche se l'importo in fattura non è stato corrisposto per via di una procedura di fallimento. Secondo i legislatori, in queste evenienze, per poter mandare la nota di credito, bisognerà far sì che la procedura di concorso si sia rivelata non fruttuosa.

Nel caso in cui sia poi stato avviato un concordato preventivo, la nota potrà essere ammessa solo tramite la definitività della sentenza di omologazione ed unicamente dopo che il debitore abbia risolto gli obblighi da lui assunti.

La nota di credito nelle procedure esecutive

La nota di credito potrà essere emessa anche in base ad una procedura esecutiva rivelatasi infruttuosa.

Quali sono però le procedure esecutive infruttuose?

Tipici casi sono ad esempio i verbali di pignoramento redatti dagli ufficiali giudiziari che attestano l'assenza di beni o crediti del debitore da pignorare, dunque sostanzialmente l'impossibilità di accedere al credito del debitore o la sua irreperibilità.

Viene applicata l'imposta di bollo?

Anche se la nota di credito è molto simile ad una fattura, sono esentati dal bollo le fatture e gli altri documenti che rientrano nei pagamenti di corrispettivi di operazioni che fanno capo ad un'IVA; per cui possiamo dedurre che, in questi casi, la nota di credito risulterà esente da qualsiasi imposta di bollo.