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Cosa è lo Split Payment e come applicarlo correttamente

La manovra correttiva ha ampliato l'ambito di applicabilità dello split payment, il sistema di scissione dei pagamenti dell'IVA che ora coinvolge nuovi soggetti della PA.

Questo sistema si allarga e coinvolge anche nuovi soggetti. In questo articolo cercheremo di spiegare quali sono questi nuovi aspetti e tutte le novità apportate dalla manovra entrata in vigore dal primo luglio di quest'anno.

Il sistema dello split payment si applica alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi che vengono effettuate nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche.

L'IVA presente nelle fatture emesse nei confronti dei soggetti della pubblica amministrazione, rientranti nell'ambito di applicazione dello split payment, viene scorporata e versata direttamente nelle casse dell'Erario.

Coloro che emettono la fattura nei confronti della PA incassano solo l'importo della prestazione, mentre l'IVA viene liquidata dallo Stato stesso. Nel caso in cui venga applicato il meccanismo di scissione dei pagamenti IVA è necessario ricorrere alla fatturazione elettronica e, nel caso in cui a emettere fattura sia un professionista, è necessario indicare sul documento la dicitura “Operazione assoggettata alla scissione dei pagamenti (split payment) con IVA non incassata dal cedente ai sensi dell'art.17-ter del DPR 633/1972“.

Split payment: cosa cambia dopo la manovra correttiva

Le novità, contenute nel Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze pubblicato in Gazzetta Ufficiale, allargano l'applicazione dello split payment ad altri soggetti, che non erano stati previsti all'inizio.

A decorrere dal 1° luglio 2017, il sistema dello split payment si applica alle operazioni che includono:

  • le amministrazioni, gli enti e gli altri soggetti inseriti nel conto economico consolidato della PA;
  • le società che vengono controllate direttamente o indirettamente dai ministeri e dalla presidenza del consiglio dei ministri;
  • le società che vengono controllate direttamente o indirettamente dagli enti pubblici territoriali;
  • le società quotate inserite nell'indice FTSE MIB di Borsa Italiana.

Tra le novità rientra anche l'abolizione del comma che prevedeva l'esclusione dei fornitori che subiscono l'applicazione delle ritenute alla fonte sui proprio compensi. Questo implica che da adesso in poi anche i liberi professionisti, gli agenti e gli intermediari che lavorano con la PA dovranno applicare alle loro prestazioni il sistema di scissione dei pagamenti dell'IVA.

Cos'è e come funziona lo split payment

Lo split payment è il nuovo sistema di liquidazione dell'IVA introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (Legge numero 190/2014), e poi riformato dal decreto legge 50/2017.

Lo split payment viene applicato nei rapporti tra imprese private e Pubblica Amministrazione, secondo il classico meccanismo dei “pagamenti divisi” o “scissione dei pagamenti”. Per applicare questo sistema bisogna, in primis, scindere l'operazione in due parti:

  1. nella prima il soggetto privato (o l'impresa) incassa il corrispettivo dovuto all'operazione al netto dell'IVA dall'ente della PA che lo riguarda;
  2. in un secondo momento, quest'ente della PA dovrà occuparsi di versare l'IVA a debito sull'operazione considerata.

Una grande novità è che adesso lo split payment è stato esteso anche ai professionisti che hanno rapporti con la Pubblica Amministrazione, poiché è stato eliminato l'ultimo comma dell'articolo 17-ter del d.p.r. 633/1972 che ne prevedeva l'esclusione.

Soggetti obbligati e operazioni da indicare nelle scissioni dei pagamenti

Con riferimento ai soggetti obbligati, lo split payment IVA si applica ai fornitori dei seguenti enti pubblici ed alle società quotate e/o controllate così come previsto dall'articolo 17-ter del d.p.r. 633/1972 aggiornato dopo l'entrata in vigore del DL 50/2017:

  • le pubbliche amministrazioni destinatarie delle norme in materia di fatturazione elettronica secondo quanto previsto dall'articolo 1, commi da 209 a 214, della Legge 244/2007;
  • società controllate direttamente ovvero indirettamente (di diritto o di fatto) dallo Stato;
  • società controllate (di diritto) in modo diretto da enti pubblici territoriali;
  • società quotate inserite nell'indice FTSE MIB della Borsa Italiana.

Quanto poi all'ambito oggettivo di applicazione del meccanismo di split payment, lo stesso non si applica a tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle P.A. e relativi ai seguenti casi:

  • operazioni assoggettate a regimi speciali che non comportano l'indicazione in fattura dell'IVA;
  • cessioni di beni e alle prestazioni di servizi per le quali i cessionari o committenti siano debitori d'imposta (reverse charge);
  • “,piccole spese” ovvero operazioni certificate dal fornitore mediante rilascio della ricevuta fiscale di cui all'art. 8 della legge 10 maggio 1976, n. 249, o dello scontrino fiscale di cui alla legge 26 gennaio 1983, n. 18, e successive modificazioni (cfr. art. 12, comma 1, della legge 30 dicembre 1991, n. 413), ovvero non fiscale per i soggetti che si avvalgono della trasmissione telematica dei corrispettivi ai sensi dell'art. 1, commi 429 e ss. della legge 30 dicembre 2004, n. 311;
  • operazioni esenti, escluse e fuori campo IVA ai sensi del d.p.r. 633/1972.

Di conseguenza, il Legislatore Fiscale ha fatto prevalere il meccanismo del reverse charge su quello dello split payment. In altri termini, qualora ricorrano le condizioni previste per l'applicazione del meccanismo di inversione contabile o reverse charge IVA, questo dovrà essere applicato in luogo dello split payment.

Come redigere ed emettere la fattura

Ma ora passiamo ai fatti: come si utilizza lo split payment nella pratica?

Le questioni sono fondamentalmente due:

  • come redigere ed emettere la fattura,
  • quale dicitura usare.

I fornitori privati che hanno rapporti con la P.A. (e quindi applicano il meccanismo dello split payment) dovranno emettere fattura elettronica in applicazione a quanto previsto dall'articolo 21 del d.p.r. 633/1972 (e chiarito anche dall'articolo 2 del D.M. 23 gennaio 2015).

I soggetti passivi in questione saranno tenuti inoltre ai seguenti adempimenti :

  • annotare le fatture emesse nel registro IVA vendite o corrispettivi;
  • indicare in fattura la dicitura scissione dei pagamenti;
  • non computare l'IVA a debito sulle fatture emesse alla P.A.

Come redigere la fattura in caso di scissione dei pagamenti o split payment IVA

Come fare per la fattura elettronica con il meccanismo dello split payment?

Le _ fasi_ da seguire sono tre:

  1. creazione della fattura;
  2. firma digitale della fattura elettronica;
  3. invio.

È possibile creare autonomamente e gratuitamente la propria fattura elettronica attraverso il canale messo a disposizione dal Ministero dell'Economia e Finanze. In alternativa è possibile avvalersi di un intermediario.

Dopo aver provveduto alla creazione della fattura nel formato XML, il fornitore dovrà apporre la propria firma digitale tramite smart card rilasciata dalla camera di commercio.
Infine, l'operatore economico (ovvero il fornitore) invia la fattura direttamente online o con un messaggio pec, la cui dimensione massima non deve superare i 30 megabytes, al Sistema di Interscambio (SdI), il quale effettua il controllo formale del documento e provvede a inviare un messaggio di notifica di esito al mittente ed il documento stesso al destinatario.

Non saranno più accettate né liquidate le fatture emesse in formato cartaceo alle P.A.

Split payment e rimborso IVA: come funziona

Il meccanismo dello split payment comporta che i fornitori della PA accumuleranno credito IVA di carattere strutturale.

Ciò poiché l'IVA sugli acquisti relativi alle forniture che hanno consentito, loro volta, di effettuare le operazioni nei confronti della P.A., consentono comunque la detrazione dell'IVA. Di conseguenza, la normativa sullo split payment ha previsto che le operazioni in oggetto rientrino nel calcolo di quelle che possono ottenere il rimborso IVA in via prioritaria ai sensi dell'articolo 38-bis del d.p.r. 633/1972.

Split payment e sanzioni

Cosa prevede la normativa tributaria sulle sanzioni in materia di split payment IVA? A questo proposito occorre fare una distinzione.

Per l'impresa privata che eroga servizi o cede beni alla P.A. sono previste sanzioni amministrative in caso di non corretta emissione della fattura elettronica (si pensi, a titolo di esempio, alla mancata dicitura “scissione dei pagamenti”).

Nel caso in cui la fattura fosse sprovvista della predetta indicazione è applicabile la sanzione amministrativa di cui all'articolo 9, comma 1, del Decreto Legislativo numero 471/1997: da 1.000 ad 8.000 euro di sanzioni amministrative.

All'ente pubblico interessato, invece, l'omesso o ritardato pagamento dell'IVA relativa ad operazioni di split payment sarà sanzionato in base all'articolo 13 del Decreto Legislativo 471/1997.