Norme sul telelavoro, come funzionano

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Con telelavoro intendiamo quel tipo di professione che può essere svolta da remoto (ossia da casa o in qualsivoglia altro posto, senza avere la necessità di andare in ufficio) e si tratta di una professione disciplinata in maniera distinta sia per il settore privato e sia per il settore pubblico, unicamente però per tutti i contratti di lavoro subordinato. Come?

Per ciò che concerne le imprese private, il telelavoro viene a trattarsi di una forma di svolgimento della professione o di organizzazione della stessa che si può avvalere delle tecnologie di informazione nell’ambito di un contratto di lavoro durante la quale il soggetto che la pratica, anche se potrebbe ugualmente presenziare nei locali dell’impresa, va a svolgere la propria attività al di fuori dei locali di quest’ultima.

Per ciò che invece riguarda l’amministrazione pubblica, per telelavoro si intende la prestazione di lavoro eseguita da un dipendente delle amministrazioni pubbliche ma collocata al di fuori della sede di lavoro grazie a collegamenti con l’amministrazione con la quale la prestazione stessa ha a che fare e che ne consentano dunque il collegamento.

Tipologie di telelavoro

Ma le suddivisioni non finiscono qui! In base al luogo di svolgimento del lavoro, la prestazione può essere classificata come:

  • Teleimpresa, anche chiamata distance work enterprise: si tratta di una impresa virtuale che esercita la propria attività prevalentemente in rete, offrendo i suoi prodotti ed i suoi servizi anche in un’ottica worldwide, dunque in tutto il mondo.
  • Telelavoro a domicilio: il lavoratore, in questo caso, dispone presso la propria abitazione di un ambiente adeguatamente attrezzato che gli consenta di svolgere egregiamente la propria prestazione lavorativa. Può succedere che la postazione del telelavoro venga finanziata e collaudata a spese del datore di lavoro, ma non è un imperativo categorico della situazione.
  • Telelavoro mobile (anche detto working out): la professione in questo caso ha luogo in strutture diverse, non solo l’abitazione, l’ufficio o l’albergo ma anche altrove. Normalmente per questo tipo di professioni basta avere un pc, un cellulare e tutti i più recenti strumenti di comunicazione necessari.
  • Telelavoro remotizzato: qui si tratta di lavori effettuati in strutture lontane dalle sedi centrali e generalmente dotate delle tecnologie ICT più adeguate agli ultimi tempi. Queste strutture inoltre possono essere anche utilizzate da più aziende contemporaneamente, non solo private ma anche pubbliche!
  • Telelavoro office to office: per questo tipo di professione, il lavoratore fa parte di un gruppo di lavoro sparso nel mondo entro cui i membri vengono a contatto tra di loro tramite internet e simili.

In più, esistono anche diverse modalità per potersi mettere in contatto con il proprio datore di lavoro. Ad esempio, il professionista può svolgere il suo lavoro senza che il proprio computer sia collegato con l’unità centrale posta nella sede di lavoro principale e magari i propri dati verranno consegnati diversamente e solo tramite supporti informatici (ad esempio le pen drive oppure CD o DVD) o inviati in maniera telematica. O ancora il computer del telelavoratore potrebbe essere collegato con il computer aziendale ma la trasmissione dei dati avviene solo dal lavoratore all’impresa e non accade il contrario o ancora, nel terzo caso, il computer del teleavoratore è collegato all’unità centrale dell’azienda tramite internet e lo scambio di dati è continuo e vicendevole tra le due parti.

Giuridicamente parlando: il telelavoro

Non solo esistono a tutti gli effetti contratti full time, part time ed a prestazione occasionale per il telelavoro ma anche dal punto di vista dell’inquadramento giuridico possiamo trovarci di fronte a:

  • Telelavoro subordinato: il lavoratore è soggetto alle direttive del datore di lavoro per tutte le parti del proprio lavoro, partendo dall’hardware, passando per il tipo di collegamento, il software impiegato e gli orari di lavoro e via discorrendo.
  • Telelavoro autonomo: al contrario, in questa evenienza il lavoratore svolge una professione a distanza, per mezzo di un committente, ma prende autonomamente tutte le decisioni circa lo svolgimento dei propri compiti ed utilizzando i propri strumenti a disposizione.
  • Telelavoro parasubordinato: un po’ come se si trattasse di una via di mezzo tra i due casi sopra citati, il telelavoro parasubordinato presta a favore di un committente la propria opera in maniera adeguatamente coordinata e continuativa, utilizzando però i propri strumenti informatici ed organizzando il proprio lavoro autonomamente.

Diritti e doveri del telelavoro

Per ciò che concernono i diritti dei telelavoratori, bisogna sostanzialmente sapere che questi ultimi restano inalterati rispetto ai lavoratori tradizionali che svolgono le stesse mansioni. Prima cosa da sottolineare: il datore di lavoro deve fornire al telelavoratore tutte le informazioni necessarie al conoscimento ed allo svolgimento del proprio lavoro, come il contratto applicato o il tipo di prestazione da eseguire, a chi deve fare riferimento nel caso vi fossero problemi e via discorrendo.

In questa ottica, allora, il datore di lavoro è tenuto a mettere in atto le misure necessarie per rendere adeguatamente organizzato il lavoro del telelavoratore, garantendo la possibilità di poter incontrare i propri colleghi e non causandone l’isolamento. Il telelavoratore pertanto, ripetiamo, ha gli stessi diritti dei colleghi, anche per ciò che riguarda gli avanzamenti di posizione e la propria carriera.

Per i doveri, invece, la prima cosa da osservare è soprattutto che il datore di lavoro deve essere responsabile anche del dipendente che lavora da casa, dunque è necessario che il lavoratore continui ad osservare i criteri di salute e sicurezza stabiliti dalle normative lavorative correnti. Il datore di lavoro può dunque avere accesso al posto di telelavoro del dipendente, anche se si trattasse dell’abitazione del dipendente (previo consenso, naturalmente).

Ferdinando Iezzo

Sono un ex studente di Economia della Federico II di Napoli, attualmente vivo a Londra e sono appassionato di Risparmio. In che senso? Da quando mi son trasferito nel Regno Unito sono stato colpito dai differenti modi che popoli lontani hanno di gestire i propri risparmi. La micro-economia di ognuno di noi si muove in modo indipendente e io cerco di scovarne i segreti. Ho creato questo sito, grazie all'aiuto di alcuni amici, per condividere le mie idee e dare consigli a chi, come me, voglia migliorare la propria situazione economica e riuscire a risparmiare nel modo più semplice possibile.