I tuoi risparmi sono al sicuro dal bail-in?

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Non è passato troppo tempo dal fallimento di Banca Etruria e Banca Marche. Gli avvenimenti dei mesi a seguire hanno lasciato un segno nella memoria di milioni di italiani, hanno causato perdite e dolori per molti risparmiatori e sono stati a causa di un interessante sviluppo politico. Se sei una persona attenta alle tue finanze, ti sarai sicuramente chiesto “I miei risparmi sono al sicuro?”.

Potrebbe essere il momento di fare un controllo sui tuoi conti corrente. Scopriamo quali protezioni ti vengono garantite se dovesse accadere l’impensabile.

Cosa è il bail-in?

Le Banche sono delle entità piuttosto particolari. Conservano, gestiscono e sfruttano il nostro patrimonio, ma si tratta pur sempre di aziende. La maggior parte delle società può andare in perdita, poi in fallimento e chiudere senza fare troppo rumore, se non per i dipendenti che si ritrovano senza lavoro. Ma se a fallire è una banca, si mettono a rischio i risparmi di tutti i suoi correntisti; per questo motivo ad una banca non viene praticamente mai concesso di fallire, le ripercussioni sarebbero gravissime.

Fino a pochissimi anni fa, era lo Stato ad intervenire direttamente, con i soldi dei contribuenti, a far si che una banca in difficoltà ricevesse degli aiuti per rimettersi in sesto, con un meccanismo noto come bail-out (garanzia dall’esterno).

Dal 2016 l’Italia ha sostituito il bail-out con il bail-in (garanzia dall’interno). Questo meccanismo prevede che a salvare una banca siano per prime le persone che vi hanno riposto fiducia, investendo e risparmiando presso quell’istituto.

Il funzionamento del bail-in è strutturato in modo da esporre per prime le persone che hanno accettato rischi maggiori, ossia coloro che hanno acquistato azioni ed obbligazioni o titoli di Stato presso l’istituto, seguendo poi con i normali risparmiatori e correntisti.

Se il sacrificio degli azionisti è sufficiente a salvare la banca, i correntisti non vengono minimamente intaccati. In caso contrario, i primi 100.000 €  sono salvi e si utilizzano solo le somme che superano questo valore, ma ne parleremo più avanti.

E tutti quelli che hanno perso i loro risparmi?

Per settimane abbiamo visto in TV e sui giornali le storie devastanti di persone disperate che, a seguito del collasso di Banca Marche e Banca Etruria, si sono visti portare via i loro risparmi.

Se esiste una protezione di 100.000 €, come è potuto succedere?

A quanto pare, queste banche hanno, con pratiche commerciali non del tutto corrette, sfruttando ingenuità, senilità o semplicemente invogliando con fantastiche percentuali di interessi, venduto ai loro correntisti dei prodotti finanziari che li hanno esposti a rischi che probabilmente non comprendevano.

Questi strumenti finanziari, purtroppo, rientravano nella categoria che per prima viene intaccata dal bail-in. E così molte persone hanno visto sparire i risparmi di una vita.

Sei protetto per 100.000 € per istituto finanziario

Tutti i conti correnti e conti deposito italiani devono essere iscritti al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD).

Lo scopo di questo ente è di proteggere i risparmiatori dai possibili dissesti finanziari di un istituto bancario. Nel caso una delle banche consorziate (ossia tutte quelle italiane) dovesse subire una crisi così profonda da mettere a rischio anche i correntisti con meno di 100.000 €, tutte gli altri istituti sono tenuti a coprire il dissesto, fino a quel limite per tutti i correntisti, in una sorta di assicurazione reciproca.

Un primo dettaglio da tenere in considerazione: la banca fallimentare può accedere a tutte le somme, incluse quelle inferiori a 100.000 €, per salvarsi dal disastro. Il FITD deve intervenire a risarcire i risparmiatori entro e non oltre 20 giorni, per cui, per un breve periodo potrebbero esserci ad ogni modo notevoli disagi.

Avere più conti presso lo stesso istituto non ti salva

La tutela del FITD si applica per ogni persona per istituto, ma non per conto corrente o deposito.

Per cui se apri 3 conti, di vario tipo, presso la stessa Banca la tua protezione non è di 300.000 €, ma sempre di 100.000 €. Per cui, se hai a disposizione un capitale che supera questa cifra, vuoi sicuramente assicurarti di distribuirlo presso più istituti finanziari.

I conti cointestati sono più protetti

Di nuovo, la protezione si applica per persona, per istituto. Per cui un solo conto corrente con 2 intestatari è protetto fino a 200.000 €.

Se oltre al conto condiviso, ne hai anche uno personale, nella stessa banca, la protezione viene divisa, percui 50.000 € su quello personale ed un totale di 150.000 € su quello condiviso.

Attenzione ai conti all’estero

Il meccanismo del bail-in è ormai diventato consuetudine in quasi ogni parte del mondo. Per cui spostare i tuoi soldi all’estero non ti garantisce protezione… semmai l’opposto.

In tutti i paesi dell’Area Economica Europea è obbligatoria l’esistenza di un istituto simile Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ma ogni banca aderisce solo all’istituto del paese in cui è stabilita.

Se ti venisse in mente di aprire un conto presso, ad esempio, Natwest nel Regno Unito, il FITD italiano potrà fare ben poco in caso di insolvenza. Potrai sicuramente riferirti all’istituto equivalente del Regno Unito, ma la copertura non è necessariamente garantita per i non residenti.

Quindi torniamo al materasso?

Se dopo gli avvenimenti di Etruria e la lettura di tutto questo hai perso la fiducia nelle banche… ti assicuro che ti capiamo. Ad ogni modo, nascondere i propri soldi sotto il materasso come i nonni non è necessariamente una buona idea.

Prima di tutto, i soldi tenuti in casa sono più semplici da rubare e generalmente le assicurazioni non coprono il contante tenuto in casa.

Inoltre, secondo un amico pompiere, “i soldi sotto al materasso sono un ottimo combustibile e ci danno un bel po di lavoro.”

Se hai del denaro che non hai necessità di spendere immediatamente, considera un buon conto deposito invece.