Usufruttuario ed usufrutto

Ricevi la mail con i segreti del risparmio!

Non perderti le ultime offerte, le guide e strumenti per risparmiare. Unisciti ad altri 25.000 che già risparmiano.

L’usufrutto, nei sistemi giuridici che hanno origine già nell’epoca dei romani, era ed è tutt’oggi il diritto temporaneo all’uso e al godimento della proprietà o del bene di un altra persona, senza modificare il carattere della proprietà. Questo concetto giuridico si sviluppò nel diritto romano e trovò applicazione significativa nella determinazione degli interessi immobiliari tra uno schiavo detenuto sotto un usus fructus (dal latino: “uso e godimento”). Qualsiasi proprietà acquisita da uno schiavo in conseguenza del suo lavoro apparteneva legalmente al master, il maestro, inteso in questo senso come il capo o per meglio dire, il proprietario.

Come funziona l’usufrutto e chi è l’usufruttuario?

L’usufrutto, dunque, di traduce nel diritto del soggetto (chiamato quindi usufruttuario) di poter beneficiare ed usufruire del bene altrui prendendo da esso tutte le utilità che ne derivano, con la precauzione però di non cambiarne la destinazione economica.

L’usufrutto per eccellenza comprende generalmente i beni dei quali un usufruttuario (quindi come abbiamo detto colui che non detiene il bene ma ne fa uso) può utilizzare senza cambiare la sua sostanza, vediamo ad esempio terreni, edifici o oggetti mobili; la sostanza del bene, comunque, può essere modificata naturalmente nel tempo e dagli elementi. Altri tipi di usufrutto possono includere proprietà consumabili o spendibili, come denaro, prodotti agricoli e simili, che non sarebbero di nessun vantaggio all’usufruttuario se non potesse consumarle, o non cambiarne la sostanza .

Colui che possiede i bene gravato da usufrutto, naturalmente, non ne ha più il diritto di uso e godimento e conserva per questo motivo la tanto conosciuta nuda proprietà del bene.

Ciò implica che egli resta il titolare del bene ma non può utilizzarlo né incassare i suoi frutti che spettano, naturalmente, all’usufruttuario del bene. 

Cerchiamo di essere più concreti facendo un esempio.

Paolo è il titolare di un immobile ad uso abitativo, e decide di riconoscere l’usufrutto a Giacomo: Paolo sarà ancora quindi il proprietario del bene in questione ma non può utilizzare l’immobile; Giacomo acquisisce quindi il diritto di uso e godimento ma non  ne diventa proprietario, che rimane Paolo, e Giacomo non può modificarne la destinazione economica (per esempio passando da uso abitazione a uso commerciale), però può trarne i beni di locazione se per esempio decidesse di affittare l’immobile.

I moderni sistemi di diritto civile riconoscono diversi tipi di usufrutto.

L’usufrutto deve essere unicamente a carattere temporaneo: nel caso in cui quindi le parti non abbiano stabilito un termine di durata, esso non può estendersi in ogni caso oltre la vita dell’usufruttuario o in alternativa dopo trent’anni, nel caso in cui l’usufruttuario sia una persona giuridica.

In più dobbiamo ricordare che l’usufrutto di un bene:

  • nel caso in cui venga passato a terzi, si estingue comunque con la morte di colui che ha ceduto l’usufrutto (dunque il primo usufruttuario);
  • non può essere concesso agli eredi dell’usufruttuario;

Diritti e doveri dell’usufruttuario

Tra i diritti che sono in cima alle priorità all’usufruttuario c’è prima di tutto quello di poter ovviamente usufruire del possesso del bene e di godere della sua utilità sia civile che naturale, se pensiamo ad esempio ad un terreno agricolo.

L’usufruttuario come abbiamo prima accennato può, inoltre, cedere il proprio diritto a terzi (a meno che ciò non sia espressamente vietato), può decidere locare il bene in caso di bene immobile, concedere ipoteche, e addirittura ricevere un’indennità per le migliorie eventualmente apportate al bene stesso, nel caso queste sovvengano, ovviamente. 

Quanto agli obblighi dell’usufruttuario, invece, in primis, vi è quello di restituire il beneal termine dell’usufrutto; di utilizzarlo con la diligenza del buon padre di famiglia; di sostenere le spese e gli oneri per la manutenzione ordinaria oltre che pagare le imposte

Capito? Speriamo che il nostro articolo vi sia stato d’aiuto e che, soprattutto, adesso sappiate come muovervi!